LE TRE MARIE E LA CHIESA FEMMINILE DEL GRAAL

Con il termine SANTO GRAAL non si deve intendere, come ha furbescamente fatto il romanziere Dan Brown, il “grembo” di Maria Maddalena, sposa di Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, né la loro occulta “discendenza” terrena.

Il GRAAL è molto di più di un grembo materno o di una discendenza regale, per quanto importanti essi possano essere.

Il GRAAL o GRADAL (come lo chiama Devana) è il simbolo del Sacro Principio Femminile che guida e accompagna la Storia della Creazione Universale e del genere Umano.

Non si comprende bene perché, malgrado la figura storica di Gesù sia ormai stata in buona parte ricostruita, la verità stenti ad affermarsi.

Secondo la tradizione religiosa ufficiale, Gesù apparteneva a una umile famiglia della stirpe di “re David” (Radix Davidis) della Tribù di Giuda, il quarto figlio di Giacobbe-Israele, il cui simbolo era il “Leone”.

Il genealogista Lorenz Gardner racconta una storia ben diversa.

Gesù apparteneva al “Casato di Giuda”, lo stesso che avrebbe dato i natali al re David, un ramo cananeo originatosi della stirpe regale mesopotamica degli “Albigens”, ovvero i “Risplendenti”, discendenti dalle mitiche Regine del Dragone o del Graal.

Si tratta di una discendenza regale matrilineare con connotati originari “divini”.

Gesù – legittimo erede della stirpe regale giudaica e malgrado l’occupazione romana della Palestina – sposa una nobile “sacerdotessa laica nazirea” (Miryam sarebbe il titolo onorifico e non un nome proprio di donna) della Tribù di Dan, il cui nome è MIGDAL, ovvero Torre/Castello/Scala (del Graal).

I Nazirei costituivano un importante gruppo carismatico all’interno degli Esseni, i Medici Guaritori giudei legati ai Terapeuti egizi.

 “Migdal Eder” indicava in ebraico la “Torre di Guardia del Gregge” (Fedeli).

Si tratta di un nome simbolico associato alle Regine del Graal, alla Vera Luce che da esse promana e all’Immortalità.

E dunque Miryam Migdal (più banalmente Maria Maddalena) – ancor più che Gesù – doveva essere una Regina di nobilissime origini “graaliane”.

Dopo la “crocifissione” di Gesù, Maria Maddalena si sarebbe trasferta nella Gallia meridionale, dove già risiedeva il discepolo Filippo, insieme alla sorella Marta, alla di lei assistente Marcella, al cognato Giacomo, fratello di Gesù, noto con il nome di Giuseppe di Arimatea, a Sara l’Egiziana e ad altre due Miryam: l’una di nome Iacopa e l’altra Salomè o Helena, prima di essere raggiunta dal marito.

Il luogo del loro sbarco avvenne in un piccolo borgo sul mare (Oppidum Ra) alla foce del Rodano, che molto tempo dopo prese il nome di Les Saintes Maries de la Mer.

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Le tre Miryam divennero quindi, nel Medioevo, le “Tres Maries”.

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L’arrivo delle Tre Marie in Gallia, alla foce del Rodano, risalirebbe al 34 d.C.

Maria Maddalena, moglie di Gesù e da poco incinta della prima figlia Tamar, si sarebbe trasferita a Marsiglia e poi nell’entroterra della Provenza.

In quegli anni avrebbe avuto inizio l’evangelizzazione cristiana della Gallia.

Giacomo il Giusto, il fratello minore di Gesù, insieme ad un gruppo di discepoli, si sarebbe invece recato in Britannia, nella regione del Galles, a GLASTONBURY, dove nel 63 d.C. avrebbe eretto una piccola chiesa dedicata a Maria Maddalena, da poco deceduta.

Della vita di Maria Maddalena si sa relativamente poco. [https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Maddalena]

Dipinta come un “prostituta pentita” da cui Gesù avrebbe cacciato “sette spiriti”, Maria Maddalena era in realtà una nobile discendente dell’antica stirpe femminile del Graal.

Cresciuta nel collegio sacerdotale femminile dell’Ordine di Dan – la cui tunica d’ordinanza era di colore “nero” – assunse il titolo onorifico di Miryam Superiore e si sarebbe quindi sposata con Gesù il nazireo, legittimo erede al trono di Giudea.

Dopo Tamar avrebbe avuto due figli maschi, entrambi nati in Gallia: Gesù Junior (37 d.C.) e Giuseppe (44 d.C).

Secondo la tradizione avrebbe vissuto gli ultimi anni in una grotta a S. Baume e le sue spoglie sarebbero state traslate nell’Abbazia di S. Maximin, a Aix-en-Provence, l’antica città romana di Acquae Sextiae, a 40 km. da Marsiglia.

Il culto esoterico di Maria Maddalena si sarebbe invece instaurato a RENNES-LE-CHATEAU, l’antica Rhedae visigota, un paesino nel Dipartimento dell’Aude (che prende il nome dal fiume “meridiano” che l’attraversa), nella regione del Languedoc-Roussignol, l’ex Settimania romana, nei pressi di Carcassonne.

Intorno al 1970, RENNES-LE-CHATEAU diventa nota al grande pubblico per una serie di documentari della BBC sulle stravaganti attività del parroco della Chiesa di S. Maria Maddalena tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.

Voci sibilline parlano della presenza in loco della tomba di Gesù, di un tesoro appartenuto ai Catari, di oggetti sacri e importanti manoscritti recuperati nelle grotte sottostanti il Tempio gerosolimitano di Re Salomone e portato in zona (forse sul monte Bugarach) dai Cavalieri Templari, che qui avevano molte consorterie.

Si parla anche di circoli gnostici legati al culto segreto della Giovane Dea e del Dio “Cornuto”, ma anche al sedicente Priorato di Sion, custode del segreto delle nozze tra la stirpe dei re Merovingi (dei Franchi Sicambri) con la discendenza di Maria Maddalena e Gesù, nonché alla Congregazione della Chiesa parigina di S. Soulpice.

Si vocifera altresì che le spoglie della Maddalena fossero state inumate in una grotta adiacente al torrente Le Blanque che scorre nei pressi di Rennes-Les-Bains, un paese a pochi chilometri da RENNES-LE-CHATEAU.

La venerazione dei Templari per la Madonna Nera, le cui statue raggiunsero in Francia un numero inaudito, e l’edificazione delle oltre 100 cattedrali dedicate a Notre Dame, si ritengono essere connesse al culto di Maria Maddalena e non a quello della madre di Gesù.

Anche la nascente letteratura del Graal, che prende il nome di “Ciclo Bretone”, si ritiene connessa alle vicende dei “Rex Deus”, i discendenti regali franco-britannici di Maria Maddalena e di Gesù e di suo fratello minore Giacomo, detto il Giusto.

Delle altre due Miryam si sa ancor meno, tranne che appartenevano alle “pie donne” seguaci e finanziatrici di Gesù.

Maria Jacopa o di Cleofa (moglie di Alfeo Cleofa o Clopa) è ancora oggi ritenuta (falsamente) la madre di Giacomo il Giusto, il fratello di Gesù, come pure di Giuseppe, Simone e Giuda, gli altri tre fratelli di Gesù. [https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_di_Cleofa]

C’è chi dice che fosse la sorella o la cognata di S. Giuseppe, chi la sorella o la cugina della Madonna.

Ad ogni modo, Maria Jacopa è sempre citata nei vangeli in occasione della crocifissione di Gesù e della scoperta della tomba vuota.

Anche nota come Maria la Zingara o l’Egiziana, era talora raffigurata con la coda di sirena marina e ornata con una conchiglia a pettine, tipica del culto di Venere e del pellegrinaggio a SANTIAGO di COMPOSTELA.

Lorenz Gardner la descrive come la “Regina di Maggio”, venerata in occasione della festa venusiana di Calendimaggio.

Il suo culto arriva in Britannia attraverso la penisola iberica, il che lascia pensare al suo spostamento fino a SANTIAGO di COMPOSTELA, dove secondo la tradizione avrebbe predicato (senza fortuna) Giacomo il Maggiore, fratello di Giovanni, entrambi noti come i “Figli del Tuono”.

Ricordo che la Via Iniziatica nota con il nome di Callis Ianus, voluta da Augusto, iniziava dal “tempio di Venere”, in Catalogna, e terminava all’”altare del Sole”, in Galizia.

Ecco allora che il sito di SANTIAGO de COMPOSTELA, posizionato quasi al termine della Callis Ianus, potrebbe essere associato proprio a Maria Jacopa di Clopa.

La terza sacerdotessa era Maria Salomè o Elena, ritenuta moglie di Zebedeo e madre dei suddetti “Figli del Tuono”, Giacomo e Giovanni, nota per aver chiesto a Gesù che i suoi figli sedessero, l’uno, alla sua destra e, l’altro, alla sua sinistra. [https://it.wikipedia.org/wiki/Salome_(discepola_di_Ges%C3%B9)]

Anche lei viene citata nei vangeli in occasione della crocifissione di Gesù e della scoperta della sua tomba vuota.

Secondo Lorenz Gardner era una Miryam (Sacerdotessa) di alto rango dell’Ordine di Asher, la cui tunica era di colore “rosso”.

Maria Salomè potrebbe avere a che fare con il sito gallese di GLASTONBURY, ma questa è una mia congettura.

Zebedeo, sposo di Maria Salomè, invero Simone Zelota o Simone Mago Samaritano, discepolo di Gesù, primo vescovo di Marsiglia, sarebbe stato crocifisso e seppellito proprio in Britannia, nella terra dei Re Pendragoni del Graal.

Ad ogni modo, le “Tre Marie” tutto erano, tranne che anonime figure femminili di contorno alla storia messianica.

Personalmente ritengo che fossero le rappresentanti della “Chiesa del Graal” inviate in Occidente per riunirsi alla linea scoto-irlandese insediata molti secoli prima.

Francia, Spagna e Gran Bretagna si contesero per secoli la “primogenitura ecclesiastica” cristiana in Occidente.

Le Tre Marie potrebbero essere associate alle tre diverse regioni connesse alla lettera G della Galilea: Gallia (Francia), Galizia (Spagna) e Galles (Gran Bretagna) !

1) Maria Maddalena (Nera) a RENNES-LE-CHATEAU (Gallia).

2) Maria Jacopa (Bianca) a SANTIAGO de COMPOSTELA (Galizia).

3) Maria Salomè (Rossa) a GLASTONBURY (Galles).

Tre località sacre, insospettabilmente legate le une alle altre e tutte e tre alla ormai nota Rosslyn Chapel in Scozia.

« Qual è il “filo rosso” misterioso che unisce RENNES-LE-CHATEAU (Francia), SANTIAGO DE COMPOSTELA (Spagna) e GLASTONBURY (Gran Bretagna) ? ».

La risposta è: «L’essere le località principali della Chiesa segreta del Graal».

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Il Graal simboleggia l’aspetto Femminile della Divinità – sotto forma di Amore per la Bellezza e la Sapienza della Verità – e, per questa ragione, tale realtà metafisica è oggetto di suprema venerazione da parte dei “filo-sofi”.

Il Graal ringiovanisce, cura, salva, ingentilisce, rende sapienti e immortali.

La Chiesa cristiana ha sempre perseguitato coloro che inneggiavano alla Divinità Femminile e lo stesso è accaduto con il Graal.

Quando però si è resa conto che non poteva fermare la “ricerca del Graal”, l’ha “cristianizzato”, facendone il “calice” dell’ultima cena di Gesù, lo stesso che nel quale sarebbe stato raccolto il suo sangue colato dalla croce.

Qualcuno ha poi frainteso l’Essenza Femminile a cui il simbolo in questione rimanda, assurgendolo a “grembo” materno.

Il Graal è più di un grembo materno, malgrado la bontà del rimando simbolico.

Ciò premesso, andiamo ad analizzare la geografia dei luoghi.

1) Chiesa di S. Maria Maddalena di RENNES-LE-CHATEAU.

Rennes le Chateau non è citata nella letteratura del Graal, ma (come accennato nel precedente post) ha un legame intimo con il culto esoterico della Maddalena e, più in generale, con la dottrina segreta della Femminilità Divina.

Il parroco Bérengier Saunièr, oltre a restaurare la Chiesa a lei dedicata, ha fatto costruire non a caso una “Villa” e una “Torre” a cui ha dato, rispettivamente, il nome Betania e Magdala.

Le coordinate geografiche della Chiesa di S. Maria Maddalena sono:

lat. Nord 42°,928067 ; long. Est + 2°,262699.

2) Cattedrale di San Tiago a COMPOSTELA.

Neanche Compostela è citata nella letteratura del Graal, ma il fatto che il pellegrinaggio verso la Cattedrale dell’apostolo Giacomo nasca nello stesso periodo dei romanzi del Ciclo Bretone rappresenta un indizio del legame con il tema graelico.

Compostela si trova quasi al termine di un antico “cammino iniziatico” connesso al ciclo del pianeta-divinità femminile Venere ed a quello neutrale del Sole.

La presenza di una Stella Canina (Sirio) che domina un Campo Santo (7 Pleiadi) rafforza l’ipotesi che si tratti di un luogo di energia Femminile.

Le coordinate della Cattedrale di Santiago sono:

lat. Nord 42°,880604 ; long Ovest – 8°,544169

3) Cattedrale e Collina di GLASTONBURY

Glastonbury appare nel racconto “Giuseppe di Arimatea” di Robert de Boron.

Giuseppe porta con sé la coppa del Graal a Glastonbury e istituisce la “seconda tavola” (quadrata).

Nel tempo, la mitica isola di Avalon – dove secondo i testi letterari era custodito il Graal – viene a coincidere con Glastonbury.

In loco ci sono due manufatti particolari:

– la Cattedrale dell’Abbazia diroccata, dove si ritiene essere stati sepolti Re Artù e la Regina Ginevra, nei pressi del centro abitato, luogo altamente simbolico;

– la Collina piramidale, a sud-ovest del centro abitato, su cui si erge la torre di S. Michele, anch’essa legata al mito di re Artù.

Le coordinate della Cattedrale sono:

lat. Nord 51°,146156 ; long. Ovest – 2°,715431

Le coordinate della Collina sono invece:

lat. Nord 51°,076542 ; long. Ovest -2°,916284

Passiamo alle risultanze geografiche.

La chiesa di S. Maria Maddalena di Rennes le Chateau e la Cattedrale di San Tiago di Compostela si trovano sulla stessa latitudine: 42°,92 l’una e 42°,88 l’altra.

Per calcolare il punto “mediano” tra i due siti occorre sommare le longitudini e dividere il risultato per due.

Abbiamo quindi: (+ 2°,26) + (- 8°,54) = 10°,80 : 2 = 5°,40.

La longitudine mediana è: -8°,54 + 5°,40 = -3°,14.

La longitudine della collina di Glastonbury è -2°,91, dunque molto vicina.

In definitiva, le tre località in questione:

RENNES-LE-CHATEAU, COMPOSTELA e GLASTONBURY

si trovano ai vertici di un triangolo quasi equilatero la cui base è allineata con il 42° parallelo.

Ma non è tutto.

Esiste una Cappella in Scozia divenuta nota al grande pubblico con il film “Il codice da Vinci”, ovvero Rosslyn Chapel, costruita dalla nobile famiglia Sinclair.

Anche la Scozia è una terra del Graal per eccellenza.

La dinastia regnante degli Steward apparteneva alla stirpe di Maria Maddalena e di Gesù, ma anche a quella di Giacomo il Minore, alias Giuseppe di Arimatea, così come lo erano i nobili Sinclair.

I Templari superstiti si rifugiarono in Scozia, dove avrebbero portato i loro tesori graelici e le conoscenze segrete.

La Cappella Rosslyn si trova nel Comune di Roslin, vicino Edimburgo.

Il nome “Rosslyn” della Cappella già di per sé è indicativo di un mistero che unisce Parigi a Rennes-le-Chateau: quello del meridiano di Parigi o Linea della Rosa.

Ad ogni modo, le coordinate della Cappella di Rosslyn sono:

lat. Nord 55°,855387 ; long. Ovest – 3,159850

Sorpresa.

Rosslyn Chapel si trova esattamente sulla linea longitudinale che segna l’asse mediano della retta che unisce Rennes-le-Chateau a Santiago di Compostela.

Se non è questa la prova dell’esistenza di una ubicazione non casuale delle Chiese del Graal, quale mai potrebbe esserlo?

Da ultimo, basta girare l’immagine cartografica, ovvero porre il sud in alto e, come per magia, appare il calice del SANTO GRAAL.

Autore: Paolo Scalise. Seguimi su Facebook

 


Alcune fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Rennes-le-Ch%C3%A2teau

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santiago_di_Compostela

https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Glastonbury

https://it.wikipedia.org/wiki/Glastonbury_Tor

https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Rosslyn