LA FINE DEL KALI YUGA DISCENDENTE

Nel mondo antico vigeva la visione “spiraliforme” del Tempo – di matrice “evoluzionista” – e non certo quella “lineare” dei giorni nostri.

In entrambi i casi, la vita del cosmo è segnata da un INIZIO (Creazione) e da una FINE (Distruzione).

La differenza sta nel fatto che, nella visione spiraliforme del Tempo, la FINE non è assoluta, bensì relativa.

Ad essa fa infatti seguito un nuovo INIZIO o Ri-Creazione ad un grado superiore di esistenza.

La visione spiraliforme differiva anche dalla visione “circolare” di un cosmo sempre uguale a se stesso (Eterno Ritorno).

Nella storia del pensiero filosofico occidentale, la visione curvilinea del Tempo è stata predicata da Empedocle di Agrigento e poi dagli stoici, i quali sostenevano dal canto loro la teoria dell’Eterno Ritorno.

La dottrina più antica dei “Cicli Cosmici” è invece quella induista del Kalpa (Creazione) e del Pralaya (Distruzione).

Un Kalpa risulta suddiviso in mille Maha-Yuga di 4.320.000 anni ciascuno, pari a 12.000 anni divini, a loro volta suddivisi in quattro Ere di durata variabile.

Nel 1894, Sri Yukteswar – maestro del famoso Paramahansa Yogananda – ha ipotizzato che i 12.000 anni divini sarebbero da intendere come 12.000 anni terrestri e che ogni Maha-Yuga sarebbe dunque in stretta relazione alla durata di metà “precessione degli equinozi” di 24.000 anni, suddivisa in due fasi – discendente e ascendente – di 12.000 anni ciascuna (Wikipedia).

A mio avviso, Sri Yukteswar ha colto nel segno, con una sola differenza.

Un ciclo precessionale dura 26.000 anni (più precisamente 25.920) e non 24.000 e dunque la sua metà sarebbe di 12.960 anni.

I calcoli di Sri Yukteswar sarebbero dunque parzialmente sbagliati.

Ad ogni modo, la sua intuizione sul Maha-Yuga precessionale è geniale e non fa una piega.

Ogni Yuga sarebbe suddiviso in 8 Età:

4 discendenti e decrescenti (4 + 3 + 2 + 1 = 10 Unità) e

4 ascendenti e crescenti (1 + 2 + 3 + 4 = 10),

per un totale di 20 Unità di 1.296 anni ciascuna.

In fase discendente, abbiamo:

– Krita Yuga, l’età dell’oro di 5.184 anni, pari a 4 Unità;

– Treta Yuga, l’età dell’argento di 3.888 anni, pari a 3 Unità;

– Dvapara Yuga, l’età del bronzo di 2.592 anni, pari a 2 Unità;

– Kali Yuga, l’attuale età del ferro di 1.296 anni, pari ad 1 Unità.

In fase ascendente, vale l’ordine contrario.

– Kali Yuga, di 1.296 anni

– Dvapara Yuga, di 2.592 anni;

– Treta Yuga, di 3.888 anni;

– Krita Yuga di 5.184 anni.

L’altro probabile sbaglio di Sri Yukteswar riguarderebbe l’INIZIO dell’emiciclo discendente e dunque del Maha-Yuga.

Egli ha posto l’INIZIO del Krita Yuga discendente nell’11.500 a.C. e dunque la fine del Kali Yuga discendente sarebbe avvenuta nel 500 d.C.

E poiché il Kali Yuga avrebbe una durata di 1.200 anni (in realtà 1.296), il mondo sarebbe già uscito anche dal Kali Yuga ascendente nel 1.700 d.C.

Purtroppo non è così.

Io ritengo che l’INIZIO di questo Maha-Yuga sia da collocare nel 10.940 a.C. e dunque la sua fine dovrebbe collocarsi nel 2020 d.C.

Lo penso da anni e l’ho anche pubblicato nel mio primo libro.

1_zodiaco

Lo scrittore e studioso Graham Hancock, nel libro “Impronte degli dèi”, sostiene che la Sfinge di Giza sarebbe stata costruita nel 10.500 a.C., quando la costellazione del LEONE sorgeva – per effetto della precessione equinoziale – subito prima del Sole all’Equinozio di Marzo (primavera boreale).

Ai giorni nostri, la costellazione del LEONE sorge invece all’alba dell’Equinozio di Settembre (autunno boreale).

Dunque, da quel giorno sono trascorsi 13.000 anni, ovvero metà della durata della precessione equinoziale.

Quando il Sole si leva precisamente ad est, ovvero nei due giorni equinoziali (di marzo e di settembre), vuol dire che la Terra sta transitando sul piano dell’equatore celeste, mentre la costellazione Zodiacale allineata sullo sfondo della volta celeste sta ad indicare, in senso simbolico, l’Età nella quale l’umanità sta vivendo.

Ora, la Sfinge leonina posta a guardia della piana di Giza guarda verso est – là dove sorge il Sole ogni giorno dell’anno – certamente per salutare il Sol nascente ogni mattina, ovvero Ra-Kephri, lo Scarabeo Sacro, ma non soltanto per questo motivo.

La costruzione della Sfinge al tempo della levata eliaca nella costellazione del LEONE all’Equinozio di Primavera (a mio avviso il 10.940 a.C.) sarebbe servita, sostiene Hancock, a segnare l’inizio della mitica Età dell’Oro.

In altri termini, la FINE del vecchio Maha-Yuga e l’INIZIO dell’attuale ciclo.

Ma precediamo con ordine.

La costellazione del LEONE si trova in opposizione a quella dell’ACQUARIO, la quale sta prendendo il posto della costellazione dei PESCI all’Equinozio di Primavera.

Nel momento il cui il LEONE segnava la levata del sole all’Equinozio di Primavera, ovvero nell’XI secolo a.C., lo SCORPIONE si trovava allineato con il Sole e la Terra (ovvero in “congiunzione”) in occasione del Solstizio d’Estate, mentre oggi – trovandosi nella posizione “opposta” – si trova allineato in occasione del Solstizio d’Inverno.

Cosa c’entra lo SCORPIONE in tutto ciò e cosa rappresenta il suo allineamento con la Terra e il Sole al Solstizio d’Estate e al Solstizio d’Inverno?

La prima risposta è semplice.

In direzione della “coda” dello SCORPIONE si trova il “Centro della Galassia”, cioè il “nucleo” originario da cui si sono sviluppati i “bracci di spirale” del nostro sistema galattico, compreso quello di Orione dove si trova il nostro sistema solare.

Il Centro della Galassia – il punto più sacro del Cielo – era ben noto agli antichi.

La Via Lattea (ovvero il cerchio Galattico) incrocia il circolo Zodiacale in due punti contrapposti, sempre gli stessi, i quali retrocedono all’unisono lungo l’eclittica (ovvero il piano dell’orbita terrestre), molto lentamente (il moto in realtà è solo apparente), per effetto della precessione equinoziale.

Il primo “nodo” si trova tra lo Scorpione e il Sagittario.

Il secondo “nodo” tra il Toro e i Gemelli.

Il primo nodo (quello che punta in direzione del Centro Galattico) era chiamato “Porta Aurea” e rappresentava il punto di passaggio delle anime dal circolo Zodiacale (piano esistenziale terrestre) a quello della Via Lattea (piano esistenziale celeste-sotterraneo).

Il secondo nodo (quello che punta verso la circonferenza esterna della Galassia) era chiamato “Porta Argentea” e rappresentava il punto di passaggio delle anime in direzione opposta a quella verso cui è diretta la “Porta Aurea”.

1_zodiaco3

 

1_zodiaco2

Resta, in conclusione, da rispondere alla seconda fondamentale domanda.

Perché è importante l’anno in cui la “coda” dello Scorpione (vedi commento) si trova allineata con la Terra e con il Sole al Solstizio di Giugno (Estate) e – come invece accade ai giorni nostri – al Solstizio di Dicembre (Inverno), rispetto agli altri anni in cui tale evento si verifica con tempistiche diverse?

In altre parole, detto che la Terra, il Sole e la costellazione dello Scorpione si allineano necessariamente ogni anno – per il fatto stesso che la Terra ruota senza sosta intorno al Sole – perché i suddetti allineamenti ai Solstizi di Giugno e di Dicembre erano ritenuti più importanti del loro verificarsi in altre date?

Se si comprende l’importanza di tali allineamenti astronomici ai due Solstizi, si può comprendere anche perché il solstizio di Giugno del 10.940 a.C. può verosimilmente rappresentare l’inizio dell’attuale Maha-Yuga, ovvero del Krita Yuga (Età dell’Oro) “discendente”.

Abbiamo visto che tra le costellazioni dello Scorpione e del Sagittario si trova la PORTA AUREA, da cui avrebbe inizio il cammino delle anime verso gli stati superiori dell’Essere.

Di contro, tra le costellazioni del Toro e dei Gemelli si trova invece la PORTA ARGENTEA, da cui avrebbe invece inizio il cammino delle anime in direzione opposta a quella della PORTA AUREA, verso cioè gli stati inferiori dell’Essere.

Ciò premesso, l’allineamento della Terra con una data costellazione Zodiacale, in un preciso giorno dell’anno, avviene una volta sola ogni 26.000 anni.

Già l’anno successivo, lo stesso allineamento si anticipa di quasi un minuto così via ogni ulteriore anno.

Dopo 72 anni quell’allineamento sarà arretrato di 1° sull’eclittica (piano dell’orbita terrestre) e, se si moltiplica tale numero per 360°, si ottiene il risultato di 25.920 anni.

25.920 anni rappresenta così la durata TEMPORALE di un ciclo precessionale.

In definitiva, solo ogni 25.920 anni un dato allineamento si ripresenta lo stesso giorno dell’anno.

Anche l’allineamento della Terra con il Sole e la costellazione dello Scorpione – ovvero con il “centro della Galassia”, ergo la PORTA AUREA – in occasione del Solstizio di Giugno (Estate boreale), avviene dunque una sola volta ogni 25.920 anni.

Questo basilare allineamento si è verificato proprio 12.960 anni fa (25.920 : 2), a Giugno del 10.940 a.C.

Posto di aver chiarito tale fondamentale questione, ci si chiede: quale ragione avrebbe spinto gli antichi, questo è il mio convincimento, a collegare l’inizio del Maha-Yuga al momento in cui la PORTA AUREA era allineata con il Solstizio di Giugno (Estate), ovvero nel 10.940 a.C.?

Sostengono Herta Von Dechend e Giorgio De Santillana – nel celebre saggio “Il mulino di Amleto” – che (per gli antichi) il passaggio delle anime dallo Zodiaco alla Via Lattea avrebbe luogo quando le due “stazioni” (così i due studiosi chiamano dette PORTE) si trovano nei due punti equinoziali, ovvero quando le costellazioni dello SCORPIONE-SAGITTARIO, da un lato, e del TORO-GEMELLI, dall’altro, si trovano entrambe sul piano dell’equatore celeste.

In gergo astronomico, si dice che tali PORTE transitano sul “coluro equinoziale”, ovvero sul cerchio massimo della sfera celeste passante per i due poli celesti (sud e nord) e per i suddetti punti equinoziali.

Questa configurazione precessionale si sarebbe verificata l’ultima volta 6.500 anni fa, ovvero una frazione di tempo pari ad ¼ dell’intera durata precessionale (nel 4.480 a.C.).

Il raggiungimento effettivo del piano esistenziale nel quale vige uno stato superiore e/o inferiore dell’Essere avrebbe invece luogo quando le suddette PORTE si trovano in corrispondenza, rispettivamente, dei due punti solstiziali del circolo Zodiacale.

Oggi, per effetto della precessione equinoziale, le due PORTE si trovano proprio, come già ampiamente detto, nei due punti solstiziali del circolo Zodiacale, ovvero sul “coluro solstiziale”.

La PORTA AUREA – ubicata tra SCORPIONE e SAGITTARIO – risulta allineata con la Terra il giorno del Solstizio di Dicembre (Inverno), mentre la PORTA ARGENTEA – ubicata tra TORO e GEMELLI – risulta allineata il giorno del Solstizio di Giugno (Estate).

12.960 anni fa, la loro posizione era diametralmente opposta rispetto all’odierna.

Nella tradizione mitologica, le due date annuali in cui la Terra si trova in allineamento con i punti solstiziali del circolo Zodiacale erano chiamate anch’esse “Porte” (vedi commento).

Il giorno del Solstizio di Giugno (Estate) era detto la “Porta degli Uomini”, mentre il giorno del Solstizio di Dicembre (Inverno) era detto la “Porta degli Dèi”.

La “Porta degli Uomini” è quella che dà inizio all’emiciclo “discendente” del cammino annuale del Sole e, di conseguenza, anche al cammino “discendente” delle anime verso la dimensione naturale, ovvero verso un piano inferiore di esistenza dell’Essere.

La “Porta degli Dèi” è quella che dà invece inizio all’emiciclo “ascendente” del cammino annuale del Sole e, di conseguenza, anche al cammino ascendente delle anime verso la dimensione divina, ovvero verso un piano superiore di esistenza dell’Essere.

Ciò che avviene nel ciclo ANNUALE del Sole vale anche per il GRANDE ANNO di 25.920 Anni, ovvero per il ciclo precessionale del Sole.

Il discorso dei due emicicli nel quale è suddiviso il cammino annuale del Sole – il discendente e l’ascendente – può e dev’essere traslato nel ciclo del GRANDE ANNO precessionale del Sole.

All’emiciclo “discendente” del cammino annuale del Sole, che va dal Solstizio di Giugno (Estate) al Solstizio di Dicembre (Inverno), corrisponde l’emiciclo precessionale “discendente”, che va dalla data in cui la PORTA AUREA si trova allineata con la Terra al Solstizio di Giugno (e la PORTA ARGENTEA al Solstizio di Dicembre) – ovvero il 10.940 a.C. – alla data in cui la PORTA AUREA si trova allineata con la Terra al Solstizio di Dicembre (e la Porta ARGENTEA al Solstizio di Giugno), ovvero il 2020 d.C. !!!

Ecco perché il giorno del Solstizio di Giugno (Estate) del 10.940 a.C. e non un’altra data deve necessariamente corrispondere all’INZIO del KRITA-YUGA “discendente” e il giorno del Solstizio di Dicembre (Inverno) del 2020 d.C. deve necessariamente corrispondere alla FINE del KALI-YUGA “discendente” e all’INZIO del KALI-YUGA “ascendente”.

Autore: Paolo Scalise. Seguimi su Facebook


Riferimenti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Impronte_degli_dei
https://it.wikipedia.org/wiki/Centro_della_Via_Lattea