IL FLEUR DE LYS, IL FIORE DEI “CAMPI ELISI” O FIORDALISO

Se c’è un simbolo tanto diffuso quanto restio a disvelare i suoi segreti più intimi, questi è il FLEUR DE LYS o FIORDALISO.

Ma non si tratta invero del FIODALISO (Astaracee) in quanto tale, né del GIGLIO (Liliacee), con cui viene spesso confuso, bensì dell’IRIS o GIAGGIOLO (Iridacee), una famiglia di piante erbacee ricca di oltre 300 specie.

L’IRIS (il cui significato è ARCOBALENO) è caratterizzato dal fiore “attinomorfo”, cioè dotato di più piani di simmetria raggiante.

Più precisamente, esso ha la corolla simmetrica rispetto ad un punto centrale, nel quale convergono tutti i piani (più di due) di simmetria.

Il fiore dell’IRIS assume così una forma inconfondibile: i tre petali esterni della corolla tendono a ripiegarsi verso il basso, mentre i tre interni tendono a puntare verso l’alto.

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Nella sua forma stilizzata si compone di un petalo centrale diritto e due laterali ricadenti e arricciati.

Per la sua spiccata simmetria bilaterale, l’archebolo del FLEUR DE LYS viene associato alle punte a “doppio taglio” delle armi, come nel caso della FRECCIA o della LANCIA, o all’arma a doppio taglio nella sua interezza, come nel caso della SPADA.

Esso campeggia, per tale ragione, negli stemmi araldici, ma anche sugli SCETTRI e sulle CORONE regali.

Altre volte viene associato al TRIDENTE di Poseidone, ma anche al CADUCEO di Hermes.

La sua rappresentazione simbolica si perde di fatto nella notte dei tempi.

Lo si trova sulle monete e nei petroglifi mesopotamici e del Vicino Oriente, ma anche in molte altre parti del mondo, dall’Estremo Oriente al Sud America.

A detta di L. Gardner, il FLEUR DE LYS era uno dei simboli degli ALBI-GENS, i Risplendenti, i Sovrani mesopotamici discendenti della stirpe divina Annunaki tramite le Regine del Dragone o del Graal, di cui la “LILITH” era la Matriarca.

Lo si ritrova pertanto anche nella Dinastia Regale israelitica di Re David (Radix Davidis) e di suo figlio Salomone, il ramo ebraico-cananeo degli ALBI-GENS.

Il FLEUR DE LYS – impugnato da un Leone rampante – è stato adottato in Europa dai Re Pescatori della dinastia Merovingia francese (in quanto imparentati con la discendenza graaliana di Maria Maddalena e di Gesù), successivamente dalla dinastia dei Capetingi, quindi dalla nobiltà francese ed infine dall’Ordine dei Templar

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Gli elementi geometrico-matematici che più caratterizzano il ricco simbolismo del FLEUR DE LYS sono il TRIANGOLO ed il numero TRE.

Contestualmente, valgono per esso anche i molteplici significati che scaturiscono dal simbolismo del CERCHIO, del SOLE e della RUOTA dell’ANNO.

Ma procediamo con ordine.

Per riuscire a cogliere al meglio i significati reconditi del simbolo esaminato, è fondamentale un accenno ai principi della DOTTRINA SACRA.

Detta Dottrina Sapienziale – di natura eminentemente teologica – rappresenta il “quadro complessivo” entro cui i più (in apparenza) disparati soggetti simbolici (per rimanere nel tema metaforico dell’arte pittorica) trovano collocazione e giustificazione.

E’ tempo sprecato avvicinarsi al linguaggio simbolico, se non si conoscono quanto meno i rudimenti della SCIENZA SACRA.

Userò, a tal fine, alcuni termini enucleati dal lavoro di René Guénon.

Occorre postulare, a detta di Guénon e non solo di lui:

– un PRINCIPIO NON MANIFESTO (che il filosofo Plotino chiama UNO e che personalmente identifico con il termine INSONDABILE ALTERITA’);

– una MANIFESTAZIONE cosmica polarizzata nei suoi due Poli complementari (che Plotino chiama INTELLETTO Supremo e l’ANIMA del Mondo, che personalmente identifico con DIO e la NATURA NATURANS https://it.wikipedia.org/wiki/Natura_naturans).

Sebbene assolutamente trascendente, il Principio Non Manifesto – dev’essere comunque presente ed operante al CENTRO della “Manifestazione” cosmica bipolare (sotto forma di NATURA NATURATA).

Ciò consente di configurare la Manifestazione cosmica niente affatto “bipolare” (DIO e NATURA), bensì come un sistema “tripartito” (DIO, NATURA NATURATA e NATURA NATURANS).

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Nell’antica dottrina cosmologica, i tre suddetti elementi sono: il CIELO, la TERRA e il SOTTERRANEO.

Mi fermo qui nell’illustrazione dottrinale, ma queste poche informazioni saranno oggetto di considerazione nel prosieguo della narrazione.

Parlando dei “Simboli del CENTRO e del MONDO”, nel libro “Simboli della Scienza Sacra”, René Guénon affronta alcune questioni connesse ai “Fiori Simbolici”.

Il grande studioso francese della Tradizione Primordiale considera il FIORE una rappresentazione del Principio FEMMINILE della Manifestazione, la cui immagine più pregnante è quella della COPPA o del CALICE sacrificalI e a cui dev’essere assimilato, come già illustrato in più occasioni, anche il CUORE.

I concetti di CENTRO e di ASSE appaiono della massima importanza nell’ambito della Scienza Sacra e nel prossimo post vedremo come essi si inseriscono nel simbolismo del FLEUR DE LYS.

Il Fiore, a maggior ragione il FLEUR DE LYS, è considerato un simbolo tangibile dei Piani di Esistenza Cosmica della Manifestazione Universale.

Nella struttura del Fiore sono infatti visibili i suoi elementi geometrici costitutivi basilari: l’Asse Polare, il Centro, la Circonferenza e i Raggi.

Lo STELO che lo sorregge simboleggia l’ASSE del MONDO e/o COSMICO, ovvero il “Raggio Verticale” proveniente dal Principio Non Manifesto e passante al Centro di tutti i Piani di Esistenza della Manifestazione Universale.

Il PISTILLO femminile – composto dall’OVARIO, dal sovrastante STILO e dallo STIGMA terminale, contornato talora dagli STAMI maschili (vedasi immagine nei commenti) – corrisponde invece al CENTRO di ogni Piano di Esistenza cosmica.

Il CENTRO di ogni Piano di Esistenza cosmica rappresenta la sua ORIGINE, ovvero il suo Punto di PARTENZA nel quale si “riflette” il Principio Non Manifesto.

Tale Punto Centrale è pertanto considerato il luogo intangibile dell’Eternità Divina e dell’Immortalità, per quanti si trovano a vivere su quel determinato Piano di Esistenza.

Ogni luogo sacro del Cielo, della Terra e del Sotterraneo è in relazione diretta con l’Asse del Mondo passante al CENTRO di tutti i Piani di Esistenza cosmica della Manifestazione Universale.

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Ci stiamo ormai avvicinando al nocciolo del simbolismo floreale.

Guénon stabilisce quindi una differenza tra il Fiore Chiuso (Bocciolo), simbolo dello Sviluppo POTENZIALE di un dato Piano di Esistenza della Manifestazione Universale, e il Fiore Aperto (Calice) – caratterizzato dall’apertura a “raggiera” dei Petali intorno al Pistillo centrale – il quale simboleggia, dal canto suo, lo Sviluppo ATTUATIVO di quel dato Piano di Esistenza della Manifestazione Universale.

Nel momento in cui il Fiore sboccia – avendo portato a maturazione l’apparato sessuale – esso assume la forma del CERCHIO, la figura geometrica più idonea a rappresentare lo Sviluppo Attuativo di quel determinato Piano di Esistenza della Manifestazione Universale.

Se il CENTRO del Cerchio floreale corrisponde al PRINCIPIO Non Manifesto, la CIRCONFERENZA è senza alcun dubbio il simbolo della sua MANIFESTAZIONE Universale in quel determinato Piano di Esistenza cosmica.

Ora, gli elementi fondamentali del CERCHIO sono tre:

– il Punto CENTRALE interno, per definizione senza dimensione ed immobile, simbolo del Principio Non Manifesto e, dunque, dell’INFINITO e dell’ETERNITA’;

– la CIRCONFERENZA esterna, simbolo della Manifestazione Universale e, dunque, di ciò che è FINITO e CICLICO;

– il RAGGIO intermedio, l’elemento di collegamento tra il Punto CENTRALE e la CIRCONFERENZA, simbolo dell’azione spazio-temporale svolta dal Principio Non Manifesto su ciascun Piano di Esistenza della Manifestazione Universale.

A questo punto diventa possibile stabilire una nuova importante corrispondenza, quella cioè tra i RAGGI del Cerchio ed i PETALI del Fiore.

I PETALI del Fiore sono RAGGI che simboleggiano pertanto l’azione indiretta del Principio Non Manifesto sui diversi Piani di Esistenza della Manifestazione Universale.

Il loro numeri diventa a questo punto determinante.

Entrano in scena, tra l’altro, per l’evidente correlazione con il concetto di RAGGIO, sia il simbolismo del SOLE che quello della RUOTA dell’ANNO.

Come giustamente fa presente R. Guénon, i RAGGI provenienti dal CENTRO e terminanti sulla CIRCONFERENZA possono variare numericamente a seconda del grado di informazione che si intende rappresentare.

Si va da un minimo di DUE raggi contrapposti, per indicare il diametro verticale e principiale, fino ad un massimo di DODICI o di un suo eventuale multiplo.

Si assiste talora alla presenza di un numero multiplo di CINQUE, di SETTE o, più tradizionalmente, di OTTO.

In prima battuta, i RAGGI-PETALI che vanno dal CENTRO alla CIRCONFERENZA Floreale sono l’immagine dei “Periodi” o delle “Fasi” in cui appare suddiviso un CICLO della Manifestazione Universale nell’ambito di un determinato Piano di Esistenza Cosmica.

Se si considera il movimento lungo la Circonferenza di un determinato Piano di Esistenza Cosmica, allora i RAGGI-PETALI stanno ad indicare – come sottolinea R. Guénon – i Periodi o le Fasi temporali che si susseguono nel corso di un Ciclo della Manifestazione Universale.

In altre parole, essi fungono da “lancette” dell’Orologio Cosmico Annuale e/o Precessionale.

Ma i PETALI-RAGGI offrono ulteriori indicazioni di grande valore simbolico nella comprensione delle dinamiche che regolano la Realtà Esistenziale.

Essi lasciano infatti trasparire anche le relazioni spaziali che intercorrono tra i Due Poli della Manifestazione Universale presenti in un dato Piano di Esistenza Cosmica, oltremodo rispetto al Centro nel quale si riflette il Principio Non Manifesto.

Gli ARCHEBOLI, e quindi i SIMBOLI ad essi associati, nella loro somma funzione, servono a rendere visibili le dinamiche tra gli opposti Poli complementari della Realtà Esistenziale e ad indicare la Via Maestra da percorrere per annullare le distanze che li separano.

Ciò è quanto si rileva anche dall’archebolo del FLEUR DE LYS.

Le presenti notazioni cosmologiche sono indispensabili, se si vuole comprendere davvero il simbolismo del FLEUR DE LYS e non solo di esso.

Come il Principio Non Manifesto si riflette al Centro di ciascun Piano di Esistenza Cosmica, così la Manifestazione Universale si riflette a sua volta nella Circonferenza del medesimo Piano di Esistenza Cosmica, la quale viene ad essere contrassegnata dai suoi Due opposti Poli complementari: DIO e la NATURA NATURANS.

Ma attenzione, se i Piani di Esistenza Cosmica fossero perfettamente orizzontali, sarebbe impossibile individuare I Due suddetti Poli e i relativi RAGGI-PETALI di collegamento.

In tal caso, tutti i punti della Circonferenza avrebbero la stessa importanza e non si potrebbe stabilire su di essa alcun punto di rilievo, né parimenti determinare al suo interno alcuna dinamica evolutiva.

Per tale ragione, i Piani di Esistenza Cosmica si presentano “inclinati” (secondo il piano dell’eclittica) e dunque relativamente verticali rispetto al Piano dell’Equatore Celeste.

Grazie a tale precaria condizione di stabilità, i diversi punti della Circonferenza del Piano di Esistenza Cosmica possiedono invece un’importanza differenziata.

Ed è proprio in virtù di tale “dislivello” che si determina il “moto armonico” necessario allo svolgimento delle dinamiche evolutive che regolano la Realtà Esistenziale.

Due punti della Circonferenza assumono così un’importanza fondamentale e, aggiungerei, un ruolo strategico nelle dinamiche evolutive della Realtà Esistenziale, ovvero il punto posto più in “Alto” e quello posto più in “Basso”.

Sulla Circonferenza di ciascun Piano di Esistenza Cosmica vengono in tal modo a stabilirsi due Assi fondamentali, ortogonali tra di loro:

– l’ASSE relativamente VERTICALE o Solstiziale, detto primario, il quale unisce i due suddetti Poli contrapposti del Piano di Esistenza Cosmica;

– l’ASSE ORIZZONTALE o Equinoziale, detto secondario, il quale unisce i due punti contrapposti nei quali la Circonferenza del Piano di Esistenza Cosmica interseca la Circonferenza contenente il Piano dell’Equatore Celeste;

L’Asse relativamente VERTICALE viene quindi a sostituire l’ASSE del MONDO – in senso teologico, si tratta dell’ « Albero della Vita » – nell’ambito di quel determinato Piano di Esistenza Cosmica.

Per tornare alla questione dei RAGGI-PETALI, è stato detto che essi assumono grande importanza in quanto “mediatori” tra il CENTRO (Principio Non Manifesto) e la CIRCONFERENZA (Piano di Esistenza).

Giunti a questo punto del discorso, si può affermare più precisamente che essi assumono grande importanza nel definire le dinamiche tra il Centro del Piano di Esistenza Cosmica e i Due Poli contrapposti della Circonferenza, ovvero il suddetto ASSE relativamente VERTICALE di collegamento.

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Una volta illustrato – sebbene per sommi capi – il simbolismo del Fiore e talune corrispondenze con la struttura cosmologica della Realtà Esistenziale, è arrivato il momento di focalizzare l’attenzione sul FLEUR DE LYS.

Nel ricordare che la funzione suprema del SIMBOLO consiste nel rendere visibili le dinamiche evolutive tra gli opposti Poli della Realtà Esistenziale e nel mostrare la Via Maestra da percorrere per annullare le distanze che li separa, quella cioè che conduce al Centro, di questo straordinario simbolo floreale occorre analizzare:

  1. La forma geometrica che più lo caratterizza e i significati che se ne possono ricavare.
  2. L’immagine simbolica ad esso complementare.
  3. La figura geometrica inscritta nella struttura cosmologica e nella quale tale simbolo e la sua immagine gemella possono essere collocati.

Il FLEUR DE LYS si compone di un asse centrale e verticale di simmetria, rappresentato dal PETALO diretto verso l’alto, e di due linee curve laterali inferiori e speculari, rappresentate da due PETALI ricadenti e arricciati verso il basso.

Si tratta, nel complesso, di una figura “raggiante”, dotata cioè di molteplici assi di simmetria disposti a Raggiera intorno a un Centro e che, per tale ragione, ben si presta a “specchiarsi” nella direzione opposta.

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Per potersi dire davvero tale, un simbolo dovrebbe essere “bipolare” e, quando mostra le suddette caratteristiche di simmetria e specularità, può quindi assurgere a «Sintesi degli Opposti», nonché a immagine delle “dinamiche evolutive” tra i due Poli della Realtà Esistenziale.

Visto in quest’ottica, il FLEUR DE LYS appare come un oggetto “spezzato” e, in virtù della sua parte mancante, esso si dimostra perfetto nella sua funzione simbolica.

Mi preme esprimere, a questo punto, alcune considerazioni sul concetto di “dinamica evolutiva” tra gli opposti Poli, fin qui a più riprese utilizzato.

Qualsivoglia conoscenza, a maggior ragione quella simbolica, può ritenersi tale solo e soltanto se dell’oggetto in esame si evince, per un verso, la STRUTTURA e, per l’altro, la FUNZIONE che svolge, ovvero il suo FUNZIONAMENTO, quest’ultimo rilevabile dal tracciato dei moti che si svolgono all’interno della struttura.

Per fare un esempio, la conoscenza di un territorio è tale se si comprende la “geografia” dei suoi luoghi, la quale rappresenta la STRUTTURA territoriale, insieme alla “rete viaria”, la quale ne rappresenta invece la FUNZIONALITA’.

Ora, per cogliere i significati reconditi di un simbolo, risulta fondamentale avere innanzitutto contezza della dottrina teologica, poi della struttura e del funzionamento del cosmo ed infine della posizione dell’essere umano al suo interno, del suo destino finale e del cammino vitale che egli deve compiere per giungere alla meta.

Ciò premesso, il più delle volte del simbolo si riescono a cogliere soltanto i due elementi contrapposti e complementari di cui si compone, corrispondenti ai predetti Due Poli della Manifestazione Universale.

Ma, se li si sa riconoscere, il simbolo lascia trasparire anche gli altri elementi basilari che compongono la struttura cosmologica della Manifestazione Universale, insieme al cammino vitale che collega i suoi Due Poli.

Il Cosmo è un Entità viva e vitale che si evolve, così come avviene per l’essere Umano, e dunque con il termine “dinamiche evolutive” occorre intendere i movimenti e i passaggi spazio-temporali che si svolgono nel corso della sua Realizzazione.

In tutto ciò, l’essere Umano assume un ruolo di assoluto rilievo, non solo in funzione di se stesso, ma dell’intera Manifestazione Universale.

Sembrerebbe, a tal riguardo, che il fine dell’essere Umano sia quello di evolversi per se stesso, così da poter ascendere verso Piani superiori dell’Esistenza Cosmica.

In realtà, nel far ciò, l’essere Umano svolge un compito che va al di là del suo cammino vitale e del destino finale verso cui è diretto.

Si suole dire spesso che ogni immagine assiale, compresa quella del FLEUR DE LYS, è un simbolo dell’ASSE del MONDO.

Ma, conoscendo più approfonditamente la cosmologia sacra, si potrebbe aggiungere che è anche un simbolo dell’Asse Solstiziale che collega il Centro di ciascun Piano di Esistenza Cosmica ai suoi Due Poli posti sulla Circonferenza e da cui diparte un Duplice Cammino emiciclico, uno di Andata e l’altro di Ritorno.

Tale duplice cammino consente all’energia di passare continuamente dal Polo superiore e “diritto” a quello inferiore e “rovesciato” e viceversa del Piano di Esistenza nel quale essa si trova a fluire.

Quest’alternanza tra i due Poli determina una Doppia Spirale trasmutativa, il cui punto di Arrivo è costituito dal loro Centro intermedio.

Nel Centro intermedio le tensioni contrarie dei Due Poli si neutralizzano e si equilibrano, armonizzandosi perfettamente.

A dirla tutta, l’energia cosmica diparte dal Centro superiore e ad esso ritorna, dopo essere passata dal Centro inferiore, tramite quattro fasi alternate: 1) Centrifuga, 2) Centripeta, 3) Centrifuga 4) Centripeta.

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Il passaggio dell’energia cosmica da un Polo all’altro e viceversa del Piano di Esistenza si conclude con il suo arrivo al Centro Superiore della Duplice Spirale, luogo per eccellenza dell’Eternità e dell’Infinità divina e della sua definitiva “trasmutazione”.

Il Centro rappresenta, all’unisono, il punto di Partenza, quello Intermedio, nonché di Arrivo.

Ancora una volta emerge la “triplice” ripartizione della Realtà Esistenziale, come si evince anche dal simbolo del FLEUR DE LYS.

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Ricapitolando, il FIORE sbocciato è un simbolo del Piano di Esistenza Cosmica, là dove il PISTILLO centrale è una proiezione del Principio Non Manifesto nel Piano di Esistenza della Manifestazione Universale.

I PETALI aperti a raggiera rappresentano l’azione e l’influenza del Principio Non Manifesto sulla circonferenza esterna del Piano di Esistenza.

In particolare, essi indicano

– i Periodi o le Fasi di un Ciclo Temporale della Manifestazione Universale;

– le Direttrici dei Moti Spaziali che intercorrono tra i Due Poli e il Centro.

Ora, però, il FLEUR DE LYS non ha un forma circolare ma triangolare e occorre pertanto stabilirne la collocazione all’interno del succitato disegno cosmologico.

Il suo essere inscrivibile in un TRIANGOLO equilatero con la punta rivolta verso l’alto – notoriamente connesso all’energia “maschile” – sottende una pluralità di significati, a cominciare da quello della LAMA e della PUNTA (Vedi Commenti).

Il FLEUR DE LYS è in tal caso associato alle ARMI a DOPPIO TAGLIO, sia alla LAMA della Spada e del Pugnale, che alla PUNTA della Freccia, della Lancia o del Chiodo, la cui funzione, com’è noto, è quella di “pungolare” e/o di “penetrare”.

Ma il triangolo è anche un indicatore di DIREZIONE.

Il triangolo con la punta rivolta verso l’alto e il relativo TERNARIO numerologico rappresentano – come sostiene R. Guénon – il passaggio discendente dall’UNITA’ del Principio Non Manifesto (posto nel Vertice Superiore) alla DUALITA’ dei Due Poli della Manifestazione (ubicati nei due Vertici Inferiori).

Le due rette oblique del triangolo indicano il tragitto divergente – di separazione e di allontanamento – che conduce alla formazione delle contrapposte Polarità inferiori.

L’asse mediano verticale tra le due rette oblique indica invece la proiezione del Principio Non Manifesto sul Piano di Esistenza della Manifestazione Universale.

Le due semirette orizzontali che uniscono l’estremità inferiore dell’asse mediano con i due vertici posti alla base del triangolo indicano infine il legame tra il Principio Non Manifesto proiettato nel Piano di Esistenza e i due Poli della Manifestazione.

Abbiamo ora a disposizione tutti gli elementi strutturali e funzionali utili a far emergere gli ulteriori significati del simbolo ispezionato.

Nella struttura TERNARIA del FLEUR DE LYS coesistono l’UNITA’ (del Principio Non Manifesto) e la POLARITA’ (dei Poli della Manifestazione).

Tale immagine ben si presta a rendere visibili i moti che si attuano nel Piano di Esistenza Cosmica, come pure nella Sfera in cui è racchiusa l’intera Manifestazione Universale.

Due precisazioni appaiono però d’obbligo.

Ciò che si muove effettivamente lungo le direttrici sono delle “correnti” laterali curvilinee.

Pertanto, solo idealmente i moti spaziali seguono le direttrici principali, sotto forma di asse centrale rettilineo.

Nella realtà dei fatti, essi si svolgono invece lungo una duplice retta curvilinea simmetrica rispetto all’asse centrale, come quella del petalo di un fiore.

Ma procediamo con ordine nell’analisi geometrica del FLEUR DE LYS.

Il Petalo Centrale diritto corrisponde all’Asse mediano verticale del triangolo.

Esso indica pertanto i moti che dipartono o conducono verso un singolo vertice del triangolo, il quale, a seconda della struttura cosmologica considerata, può essere:

– il Principio Non Manifesto ubicato all’origine della Manifestazione Universale;

– uno dei due Poli della Manifestazione presenti nel Piano di Esistenza.

I Due Petali Laterali ricurvi corrispondono invece alle due Semirette orizzontali poste alla base del triangolo.

Essi indicano pertanto i moti che dipartono o conducono verso entrambi i vertici inferiori del triangolo, i quali, a seconda della struttura cosmologica considerata, possono essere:

– i Due Poli della Manifestazione presenti nel Piano di Esistenza;

– due punti simmetrici con cui ciascuno dei Due Poli forma un triangolo.

In quest’ultimo caso, i suddetti Petali ricurvi rappresentano il duplice “raggio di azione” (ovvero i due “bracci” laterali) ortogonale alla direttrice che procede dal centro del Piano di Esistenza verso un qualunque vertice del triangolo che lambisce la relativa circonferenza esterna.

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Alle corrispondenze simboliche del FLEUR DE LYS, da un lato, con la PUNTA e la LAMA delle Armi a Doppio Taglio e, dall’altro, con il TRIANGOLO rivolto verso l’alto, se ne può aggiungere una terza, altrettanto importante e ricca di risvolti significativi: quella dell’UCCELLO in VOLO, là dove il Petalo centrale diritto rappresenta il corpo e la testa del volatile, mentre i due Petali laterali ricurvi le ALI.

L’analogia costituisce un tratto fondamentale della simbologia.

Esiste, a tal riguardo, una chiara analogia tra i PETALI del Fleur de Lys, le ALI dell’Uccello, i RAGGI del Sole, i SERPENTI del Caduceo e le BRACCIA Umane.

Si tratta innanzi tutto di entità dotate di movimento, dunque dinamiche e in grado di “ondeggiare” simmetricamente in modo armonico.

Agli appassionati di simbologia, non sarà sfuggito il fatto che talora i due PETALI laterali del FLEUR DE LYS appaiano ricurvi ad W verso l’alto, altre volte ad M verso il basso, in taluni casi completamente orizzontali, oppure a forma di sigmoide.

L’associazione dei due PETALI laterali con il movimento armonico verso l’alto e verso il basso compiuto dalle ALI raggiunge un grado di analogia assoluto e a breve potremo coglierne il significato più pregnante.

Nel muoversi, le suddette entità si mostrano in grado di trasportare (o anche solo di spostare) qualcosa da un punto all’altro dello spazio.

E’ stato più volte sostenuto che i simboli non sono importanti di per sé, ma solo in relazione alle conoscenze teologiche, antropologiche e cosmologiche.

I simboli, agli occhi del fedele iniziato, appaiono come “visualizzazioni” illuminanti delle conoscenze superiori teo-antropo-cosmologiche.

Estrapolato dal suddetto contesto dottrinale – divino, umano e naturale – l’analisi del simbolo decade a stucchevole passatempo.

Per questa ragione, è necessario comprendere i significati che il simbolo assume in relazione all’essere umano e come esso si inserisce nella struttura teo-cosmologica.

La dottrina sapienziale contempla una struttura teo-cosmologica ben precisa, anche da punto di vista geometrico, una determinata posizione assegnata all’essere umano, una meta da raggiungere e una Via Maestra da seguire.

Si suol dire spesso, a tal riguardo, che « la vita è un viaggio ».

Se si ammette la veridicità della presente metafora, conoscere la Via da seguire diventa una questione di suprema importanza.

Il fine della dottrina sapienziale è proprio quello di aprire nella mente del fedele iniziato uno squarcio cognitivo e simbolico sul cammino vitale da percorrere.

Non a caso, il Maestro ammonisce i seguaci, dicendo loro: « Io sono la Via…», per intenderci, « la Via Maestra … che conduce alla Verità della Vita Eterna ».

Solo chi conosce la Via può seguirla e sperare così di giungere a destinazione sano e salvo.

Diversamente, si rischia di girare a vuoto, di smarrirsi, come accadde anche al buon Dante, e di non arrivare a destinazione, il che vuol dire morire.

Chiaramente si tratta di un cammino simbolico, più precisamente etico-morale, volto a garantire all’anima il passaggio verso uno stato superiore dell’Essere.

Esiste un punto preciso da raggiungere, ovvero il centro della spirale superiore, perfettamente visibile nella struttura schematica del cosmo.

Ma quello che nella cosmologia è un punto spazio-temporale, nell’essere umano corrisponde ad uno stato interiore di “centratura” e di equilibrio sentimentale, nel quale si determina una “trasmutazione” numinosa dell’Io, simbolicamente rappresentata dal FLEUR DE LYS o, meglio, dall’UCCELLO IN VOLO.

Giunti nel posto giusto e all’ora giusta, il cuore si squarcia, s’infiamma, s’incendia e s’illumina a giorno.

L’anima scaturisce fuori da esso, “acquista” le ALI e si libbra in VOLO.

Le ALI sono il “mezzo di trasporto” salvifico che consente all’anima di ascendere verso lo stato superiore dell’Essere.

E dunque, l’ANIMA ALATA che ascende verso il Cielo Superiore: questo è il significato più nobile del FLEUR DE LYS.

Resta da comprendere il legame con il significato del FLEUR DE LYS in quanto “arma a doppio taglio”, dove si posiziona il simbolo nella struttura teo-cosmologica e, dulcis in fundo, con quale simbolo esso si complementa.

Una volta rilevate le principali corrispondenze analogiche riguardanti il FLEUR DE LYS, occorre individuarne i simboli complementari.

Detta complementarità simbolica dev’essere soddisfatta sia dal punto di vista geometrico e dunque strutturale, che da quello meccanico e dunque funzionale.

I simboli ricercati devono pertanto potersi inscrivere in un TRIANGOLO equilatero con la punta rivolta verso il basso, notoriamente connesso all’energia “Femminile”.

Il FIORE, con la sua forma concava e la sua funzione di “ricettacolo”, tipica della COPPA o del CALICE, assolve appieno tale requisito geometrico.

Ma per potersi inscrivere nel triangolo con la punta rivolta in basso, si dovrebbe immaginare un fiore appena sbocciato, oppure completamente appassito.

Facciamo quindi un ulteriore passo avanti.

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E’ stato detto che Il FLEUR DE LYS può essere associato alla PUNTA della freccia e alla PICCA della lancia, come pure alla LAMA della spada.

E dunque, l’immagine complementare alla PUNTA della freccia e alla PICCA della lancia potrebbe essere, in primis, quella del CUORE.

Nella tradizione mitologica, il CUORE trafitto dalla PUNTA della freccia scoccata dal giovane dio EROS è il simbolo per eccellenza dell’Amore fulminante che infiamma di passione l’anima di chi ne viene colpito.

Nella tradizione cristiana, il costato di Gesù crocifisso, ovvero il suo CUORE, viene trafitto dalla PUNTA o PICCA della lancia del centurione Longino.

Non è affatto casuale, nelle carte da gioco francesi, la complementarità tra il simbolo del seme di PICCHE e quello di CUORI.

Il pluricitato R. Guénon fa notare l’importante corrispondenza simbolica tra il CUORE, la COPPA o il CALICE e la ROSA.

Nel romanzo medioevale “Joseph d’Arimathie” di Robert de Boron, il Graal viene presentato come la sacra COPPA eucaristica dell’Ultima Cena nella quale Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue colato dalla ferita inflitta nel costato-CUORE di Gesù sulla croce.

Nell’iconografia cristiana, il CUORE di Gesù crocifisso viene talora raffigurato come una “fontana” dalla quale zampilla “acqua viva”, che gli angeli raccolgono in un CALICE.

Dalle gocce cadute per terra sotto forma di rugiada spuntano invece delle ROSE, mentre il rivolo di sangue colato ai piedi della croce dilava il teschio di Adamo, liberandolo dalla colpa del “peccato originale”.

E dunque, tra i simboli complementari al FLEUR DE LYS – rispetto alla sua associazione con le armi a doppio taglio – si possono annoverare il CUORE, la COPPA e la ROSA.

Si potrebbe addirittura ipotizzare una specifica complementarità tra:

– la PUNTA della FRECCIA e il CUORE;

– la PICCA della LANCIA e la ROSA;

– la LAMA della SPADA e la COPPA.

Resta, infine, da individuare il simbolo complementare al FLEUR DE LYS in quanto UCCELLO IN VOLO.

Tale simbolo potrebbe essere il PESCE CHE NUOTA.

Esiste, a tal riguardo, un’evidente complementarità tra le ALI dell’Uccello e le PINNE del Pesce, tra l’ascesa verso il Cielo dell’uno e la discesa nell’abisso Sotterraneo dell’altro.

Nei vangeli vi è d’altro un continuo rimando al simbolismo del PESCE, specialmente se lo si relaziona alla COLOMBA dello Spirito Santo.

Lo stesso Gesù è stato identificato dai primi cristiani come il PESCE “salvifico” che guizza fuori dalle Acque della Creazione, ovvero l’ICHTYS.

 

 

 

 

Autore: Paolo Scalise. Seguimi su Facebook