ROSACROCE: scherzo o realtà?

TempleofrosycrossRosacroce è il nome dato ad una confraternita di mistici, ricercatori spirituali, che ha avuto una grande influenza in Germania nel XVII secolo. Nel 1614, a Kassel, appaiono in un unico volume la Riforma e la Fama, e nel 1616 a Francoforte la Confessio, entrambi di autore ignoto. Le loro traduzioni furono numerose. Questi due documenti, che inquadrano il pensiero e l’organizzazione dell’Ordine dei Rosacroce, influenzano la Vita spituale in Europa. A sei anni dalla pubblicazione della Confessio, nel 1622, venivano affissi a Parigi dei manifesti che recavano il seguente messaggio: «Noi, deputati del collegio principale dei Fratelli della Rosacroce, soggiorniamo in questa città in modo visibile e invisibile per grazia dell’Altissimo, verso cui si volgono i cuori dei giusti, per salvare gli uomimi, nostri s1mili, dall’errore della morte».

Questa Confraternita sarebbe stata organizzata da Christian Rosencreutz – di fatto un personaggio mitico – che sarebbe vissuto 106 anni e che, secondo la leggenda, sarebbe nato in Germania nel 1378.
Questa società ermetica, rivelatasi durante la Riforma continua a vivere sotto aspetti diversi nel XVIII secolo e alcuni adepti rivendicano ancora ai nostri giorni il titolo di Rosacroce o Rosacrociani. Molti membri ammettono che l’ordine può essere «messo in sonno» e che il suo ritmo ciclico è di 108 anni.

Infatti, oltre ad un gruppo di uomini del XVII secolo che ha cercato l’illuminazione per raggiungere una vita migliore, il termine Rosacroce comprende un insieme di società segrete che pretendono di essere le eredi di un’antica saggezza sotto forma di confraternite segrete. Vi troviamo quindi l’Ermetismo egizio, lo Gnosticismo, la Cabala, l’Alchimia e l’Esoterismo cristiano, tutto un mondo che gravita attorno all’illuminazione e che comunica attraverso il simbolismo.

Tutte queste società hanno dato adito a innumerevoli congetture in quanto le loro attività sono quasi del tutto sconosciute. Ci si può persino chiedere se siano realmente esistite, se non siano rimaste allo stadio embrionale. Hanno queste società una struttura ben definita, struttura che non conosciamo, dato che il segreto è stato gelosamente conservato?

Ciò porta alcuni studiosi a ritenere che la Confraternita dei Rosacroce non abbia mai avuto un’esistenza sociale. Gli adepti, portatori del titolo, sarebbero solamente Fratelli per via della conoscenza e del successo delle loro opere. «Non li impegna nessun giuramento, nessuno statuto li lega tra loro, nessuna regola – oltre la disciplina ermetica liberamente accettata e volontariamente osservata – influenza il loro libero arbitrio […] I Rosacroce non si conoscevano tra loro, non avevano né luoghi di riunione, né sedi sociali, templi, rituali o segni di riconoscimento. Non versavano quote di associazione […] ».

Ma, a parte queste affermazioni del Fulcanelli (1), René Guénon e Victor-Émile Michelet (2) hanno sostenuto la stessa tesi che si ritrova nella maggior parte degli autori: «Non immaginiamo una società organizzata, ma dei contatti necessari tra spiriti di alto livello e un linguaggio comune, non segreto ma semplicemente inaccessibile agli altri uomini in un dato tempo (3) ».

rosacroce_3Le origini della Confraternita rimangono oscure; è quindi molto facile collegarle indirettamente all’insieme dei movimenti esoterici, ai gruppi iniziatici segreti più antichi, sia che se ne ritrovino le aspirazioni comuni, sia che se ne scopra l’identico insieme di simboli a partire principalmente dalla rosa mistica e dalla croce. Si può immaginare tutto e pensare ai «Nove Sconosciuti » o ai « Superiori Sconosciuti », associazioni misteriose dietro a cui alcuni saggi, o dei rari privilegiati, si sarebbero dissimulati, per non venire importunati a causa della loro conoscenza, pur fornendo consigli per interposta persona; il loro consiglio supremo sarebbe stato composto da nove membri. I Rosacroce hanno di conseguenza ricevuto la loro misteriosa eredità?

Non essendoci nulla di verificabile o controllabile, le tesi più contraddittorie sono state sostenute da uomini spesso sinceri. Per alcuni i Rosacroce sono superuomini, grandi iniziati che hanno un’influenza su tutta la nostra vita; essi modificano
il corso degli avvenimenti. Per altri, i Rosacroce non sono altro che mistici allucinati e anche, a volte, ciarlatani che approfittano della credulità dei loro simili. Ci troviamo così di fronte ad un delirio immaginativo, o al più deplorevole scetticismo (5). Che cosa pensare d’interpretazioni così contraddittorie?

La Confraternita della Rosacroce si sforzava di far sorgere una nuova fraternità cristiana, la « vera » religione, ridicolizzando il papismo; insegnava una « vera » filosofia, la morale più pura con il suo disinteresse, la sua carità; conduceva alla conoscenza delle scienze più segrete, tra cui l’alchimia, attraverso la quale si poteva creare il pensiero universale. I Rosacroce potevano guarire i malati, prolungare la vita, ma l’Elisir di Lunga Vita non è che una tappa in un’elaborazione più completa che mira alla trasmutazione dell’essere umano. Si tratta dunque della ricerca di un processo iniziatico: «passaggi» e «porte» che possono essere attraversate solo da coloro i quali ne sono degni, coloro i quali hanno ricevuto la rivelazione della Luce divina. L’uomo è alla ricerca del suo aspetto cosmico.

Per raggiungere tale via della vera saggezza, per avere la conoscenza integrale della natura visibile o invisibile, bisognava aderire a questa confraternita, il cui emblema era la croce macchiata dal sangue di Cristo, alla quale si univa la Rosa, la Purezza, la Discrezione, il crogiolo indubbiamente alchemico, la Bellezza; questa rosa era anche l’emblema della ribellione contro la chiesa di Roma e il culto reso a Maria. Con questo segno di riconoscimento, quindi, troviamo quasi sempre una rosa al centro della croce, ma qualche volta quattro rose disposte all’inizio dei quattro bracci della croce lasciando il centro libero; vedremo anche più in là che i Rosacroce si servono di altri simboli.

stemmi_rosa_croce

Gli Alchimisti e i Rosacroce sono stati intimamente collegati. I due manifesti considerano che l’alchimia, ben nota ai suoi adepti, sia la base del loro pensiero; questa conoscenza quindi non è commentata in modo frammentario, ma gli autori prendono posizione contro i «soffiatori»; e grandi alchimisti quali Fludd, Paracelso, Thomas Vaughan, Eugenio Filalete, sarebbero stati dei Rosacroce. Si possono trovare in loro caratteri comuni: l’amore fraterno per i simili, la carità, la ricerca di una medicina universale. Ma in realtà non si sa chi tra loro abbia veramente fatto parte di questa segreta e misteriosa Confraternita.

Pare che i Rosacroce abbiano tenuto in disparte chi sembrava indegno di una visione spirituale e tutti coloro che erano spinti più dalla patologia psicologica e sociale che da una conoscenza esoterica. Se i Rosacroce sono veramente esistiti, il reclutamento deve essere stato molto severo; i loro dirigenti non hanno mai dato peso al numero come nelle nostre associazioni moderne, ma quelli che sono stati ammessi hanno avuto accesso alla conoscenza del misterioso Libro del Mondo.

È stato inoltre affermato che i Rosacroce abbiano permesso la costituzione della Massoneria e che siano stati alla base dell’organizzazione di quest’ordine. In effetti, a tale riguardo abbiamo soltanto informazioni molto parziali, in quanto mancano i documenti storici.

Alcuni autori hanno addirittura confutato l’esistenza di questo movimento; perché non è stata trovata traccia dei loro archivi. Ma le società segrete non hanno archivi, i poteri sono trasmessi a voce. Una volta all’anno i Compagnons du Tour de France bruciavano la documentazione, anche se non era compromettente. Si nota indubbiamente una certa indifferenza verso lo scritto, ma anche il rispetto della parola, della memoria, del silenzio iniziatico.

Questo silenzio rappresenta il cuore e lo spirito di uomini amanti della libertà e della lealtà, per i quali soltanto la trasmissione dei simboli era importante. Una tale assenza di storicità non può però far pensare ad una mancanza di organizzazione, o perfino alla non-esistenza di questo movimento. Peraltro, il suo esoterismo ha influenzato la letteratura, la filosofia, gli avvenimenti della nostra vita e quindi la politica sociale e quella delle varie fazioni. Se non esistono prove dell’esistenza di questa Confraternita, i fatti improntati dal suo spirito rimangono molto tangibili.

È cosl che con uno spirito dello stesso genere MarquèsRivière dedicando la sua Histoire de la Franc-Maçonnerie Française «al Maresciallo Pétain, Capo dello Stato Francese, che sopprimendo la Massoneria ha liberato la Francia6 da una esautorazione che la stava uccidendo», è stato costretto a riconoscere che « la Massoneria è stata troppo legata alla grandezza della nazione e alcuni suoi membri hanno avuto un ruolo storico troppo considerevole perché delle ingiurie non possano indirettamente ricadere sulla gloria della patria ». Anche Bernard Fay ( 6) ammette che «meglio di qualunque altra forza, meglio di qualunque altro corpo costituitosi dal XVIII secolo, la Massoneria ha saputo attirare gli uomini, svegliare in loro il desiderio e la curiosità, farli agire tenendoli sempre in tensione senza saziarli né stancarli».  Potremmo dire la stessa cosa per i Rosacroce che hanno segnato la ricerca spirituale  di un’epoca.

Così lo studio delle società segrete diventa una necessità assoluta se si vuole raggiungere una comprensione tanto dei fatti antichi passati quanto di quelli dei tempi moderni, perché una fraternità di pensiero ha sempre una ripercussione sull’ambiente che la circonda. L’atto politico non è comandato da un iniziato, ma è motivato da un’atmosfera generale che scaturisce da pensatori, ricercatori, umanisti; gli enciclopedisti hanno fatto nascere la rivoluzione francese, senza per questo agire direttamente sugli avvenimenti politici.

logo_rosacroceIl silenzio e il segreto osservati da queste società chiuse hanno suscitato molti commenti. La profusione di libri ad esse dedicati provoca un malessere e porta sovente ad una falsa interpretazione. L’ideologia di tali movimenti deve essere vista dall’interno e non dall’esterno; bisogna penetrarne lo spirito.

Gli errori riguardo agli ordini segreti si sono cosl accumulati, sia che provenissero da studiosi ostili che favorevoli. Per mancanza di documenti disponibili è stata redatta una presunta storia al di fuori di ogni possibile critica. È curioso notare come le società segrete non hanno voluto rettificare le menzogne o le maldicenze espresse sul loro conto. Sotto la copertura dei simboli hanno lasciato diffondere delle leggende pià o meno comprensibili, lasciando i profani nell’impossibilità di determinare il vero o il falso. Gli uomini non colgono altro che ciò che viene detto in modo letterale e nella maggior parte dei casi non possono fare lo sforzo di assimilare l’idea che si trova oltre le parole. Cristo stesso diceva « Parlo in parabole per coloro i quali sono di fuori, affinché guardando non vedano e ascoltando non sentano» (7). Ora, un archetipo che esprime un’idea-forza, il fondamento, l’essenza stessa dell’idea, non può che presentarsi sotto una forma approssimata, in quanto esso è la profondità stessa. L’idea è in sé incomunicabile, e la sua natura implica il concetto di silenzio, di vuoto. Bisogna quindi agire e parlare per equivalenze; un critico  d’arte che vuole fare una descrizione interiore di un quadro, avrà molta difficoltà a trovare le parole per tradurre la sua emozione plastica, in quanto il dipinto è composto di pasta e colori. Lo stesso vale per il pensiero metafisico. Questa traduzione per equivalenza prende così una forma velata e si è quindi parlato di segreto delle società iniziatiche. Questi movimenti chiusi si rivolgono a coloro che sono iniziabili e che ne sono degni, ma non contengono «segreti» nel senso profano.

Il rituale iniziatico si svolge nel silenzio, al riparo dei rumori della vita quotidiana; esso mira all’espansione dell’individuo. Le autocrazie civili e religiose vi hanno visto il segno di una ubbidienza passiva, di una credenza imposta. La sua potenza magica ed incantatoria permette all’essere di sdoppiarsi: attraverso una morte fittizia, il profano si trasforma in un iniziato rigenerandosi in un altro status.

L’inesprimibile non è l’incomprensibile e difatti la ricerca del suo significato permette all’adepto di passare da uno stato esteriore ad uno stato interiore che è proprio dell’iniziazione. La società segreta ricorre ai simboli che suggeriscono una corrispondenza analogica. Questi simboli si ritrovano, ovunque, sia nelle società arcaiche come i Maya, sia nella società egizia o nei misteri di Mithra ed Eleusi. Molte società iniziatiche moderne – fra cui la Massoneria e il Compagnonaggio – commentano le leggende facendole rivivere per mezzo dei loro rituali.

Questi adepti hanno senza dubbio raggiunto la loro verità, che è difficilmente spiegabile agli altri, a meno che questi ultimi adottino lo stesso procedimento, cioè un cammino molto lungo che li porterà alla stessa comprensione. Una tale difficoltà a spiegare o a tradurre mostra meglio perché costoro abbiano lasciato effettuare le più svariate congetture sul loro conto senza smentirle.

Ritornando ad una società chiusa, ma meglio conosciuta, come la Framassoneria e, volendo fare un esempio preciso, la letteratura profana ha notato che Anderson nelle sue Costituzioni ha affiliato Adamo alla Massonena; ma non ha capito che ciò significava collegare quest’ordine ad un centro spirituale, dando ogni valore all’iniziazione che si deve trasmettere senza interruzione a partire dai valori tradizionali. Ogni ordine spirituale non può avere un’origine umana fisica; è invece l’espressione di un’idea, di un potere metafistco. È evidente che usiamo la parola «tradizionale» unicamente nel suo senso iniziatico e non nel suo senso profano. Ci sembra comunque utile precisare questo valore al fine di evitare ogni confusione.

album-fotografico_sacramentario-rosacrociano-secxviii-fig16René Guénon, ne Le Règne de la quantité et le Signes des Temps(8) indica «non c’è e non ci può essere nulla di veramente tradizionale che non implichi un elemento di ordine sovrumano; questo rappresenta un punto essenziale che in un certo qual senso costituisce la definizione della Tradizione e tutto ciò che la riguarda ». Ne La Crise du Monde Moderne l’autore aggiunge che «nella confusione mentale caratterizzante l’epoca nostra, si è infatti giunti ad applicare indistintamente questa parola “tradizione” ad ogni sorta di cose, a cose spesso insignificanti, a semplici costumi privi di ogni portata e spesso di origine affatto recente» (9). La Tradizione invece non può essere che la trasmissione orale « della dottrina secondo la quale le verità assolute sarebbero state rivelate da Dio a Adamo » (definizione contenuta nel dizionario di Hatzfeld e Darmesteter). La trasmissione di fatti di ordine umano non può essere considerata tradizionale, ma solamente folcloristica. Un ordine che attinge dalla Tradizione la più autentica, possiede in sé tutte le virtualità dell’insieme della Conoscenza; esso irraggia dal suo punto centrale, nella Certezza assoluta, ed è da lì che proviene la nozione di «infallibilità».
Da parte nostra impiegheremo la parola «Tradizione» nel senso della trasmissione e dell’appartenenza ad un centro primordiale di natura divina, a carattere rivelato, da cui noi proveniamo e che tentiamo di reintegrare per mezzo dell’iniziazione. Le leggende circa l’immortalità trovano una spiegazione nel valore che ha la catena iniziatica, dove il messaggio si trasmette e sopravvive al di fuori della nozione del tempo terrestre. L’iniziato non ha più bisogno di morire per rinascere in uno status migliore, perché arriva da sé a questo stato del superamento. Vediamo così Cagliostro affermare, con grande sorpresa dei membri di un intero salotto: « Non appartengo a nessuna epoca e a nessun luogo, il mio essere spirituale vive la sua esistenza eterna».

Attualmente in tutto il mondo si sta producendo un vasto movimento di ricerca verso l’unità spirituale. Legami di solidarietà si stanno imponendo al di là delle credenze e delle opinioni; individui, giunti da lontani orizzonti, si riconoscono: questa mescolanza di mentalità fa nascere un amichevole spirito di confronto. Grazie allo sviluppo delle nostre conoscenze scientifiche le frontiere amministràtive si aprono, l’uomo non vuole più essere isolato: questo fenomeno comunitario si sviluppa su scala mondiale. Tutta la nostra società aspira ad una pausa; la nostra trasformazione materialista riattualizza cosl una ricerca spirituale affinché l’essere umano possa espandersi liberamente. Le chiese separate tentano di riunirsi e di ritornare alla Tradizione Una ed Universale.

La speranza vaga e imprecisa di un mondo migliore si trova in ogni essere che diventa un Rosacroce. Se l’individuo non ha l’aiuto di una religione, di una fede, cerca una conoscenza ideale che oltrepassi il razionale o il determinismo della materia. Per alcuni la conoscenza tradizionale permette di affermare la propria fede, e in tal modo, di entrare meglio in comunione con i «misteri religiosi». Per mezzo di una ricerca cosciente l’uomo vuole conoscere, vuole penetrare gli enigmi, vuole sapere. Le scienze tradizionali, con il loro superamento dei concetti umani, permetteranno di scoprire questa verità? Permetteranno che l’uomo giunga alla sua evoluzione interiore, che pervenga alla sua forma più pura ed elevata?

Ci sono dei problemi più concreti da risolvere. Allo scopo di stabilire un’unità dottrinale religiosa, bisogna creare un movimento e attirare l’attenzione del pubblico; cosi nascono dei libri che s’interrogano sulle società segrete, sui Rosacroce, la Framassoneria, sulla Religione e particolarmente sui legami con la chiesa cristiana d’Occidente, quella che per divergenza dogmatica e dottrinale ha lanciato l’anatema sui « Figli della Luce ». La Framassoneria ha dato origine ad un gran numero di scritti perché attinge alle fonti più antiche – tra cui quella della Rosacroce – pur mantenendo come base l’insegnamento di San Giovanni che onora come suo patrono. Tutte queste tradizioni fanno appello agli uomini di buona volontà.

Al di fuori della ricerca di un superamento morale vi è anche l’attrazione dello scandalo. Esiste un movimento segreto, abbastanza potente da dare parole d’ordine e praticare una solidarietà universale e totale fra membri che si riconoscono come « Fratelli », con tutto ciò che questo comporta a livello spirituale? Ma allora chi sono i suoi dirigenti? chi può vantarsi di presentare la Rosa posta sulla Croce? Possiamo senza dubbio ammettere che la Confraternita della Rosacroce non è esistita come « organismo », ma non si può contestare né questo spirito, né la sua influenza, dato che molte altre società si sono formate basandosi proprio su questa presunta confraternita. Anche se mancano le pezze d’appoggio concrete – cosa che resta d’altronde da dimostrare – è nato un vasto movimento: il suo mito avrebbe dunque fatto nascere un’ampia trama di ermetisti che hanno avuto un ruolo e anche un’influenza concreta sugli avvenimenti sia spirituali che politici. Ci interessa poco determinare con esattezza, sulla base di un documento datato, se tale o tal altro personaggio sia o meno appartenuto a questa società segreta; ci sembra più utile percepire il clima spirituale scaturito da questi ricercatori e da questi sapienti e di vedere come questa influenza si sia trasmessa. Sappiamo inoltre che questo spirito, che sopravvive al di là del tempo, al di là delle lotte dottrinali o ideologiche, ha un’origine molto oscura. Non abbiamo dunque la pretesa di portare la Verità; sarebbe presuntuoso voler riflettere tutto il punto di vista iniziatico; sappiamo che ogni organizzazione lascia libero il pensiero di ciascuno, che è egli stesso un caleidoscopio di tendenze, di opinioni diverse, che alla fine si uniscono per creare misteriosamente la ricerca simbolica e iniziatica.

Tratto da: “Introduzione” in Jean-Pierre Bayard, I Rosacroce, Storia-Dottrine-Simboli, Ed. Mediterraanee, Roma, 1990.

Per una visione più ampia sui Rosacroce ti consiglio di vedere la pagina relativa ai link di alcuni libri sul blog http://www.archeboli.it/libri/ .

 

Note:
(1) Fulcanelli, Les Demeures Philosophales, t. I, p. 161 dell’edizione 1960 (tr. it.: Le Dimore Filosofali, Edizioni Mediterranee, Roma 1973 – N.d.C.)
(2) Victor-Émile Michelet, Le secret de la Chevalerie, p. 74 (tr. it.: Il segreto della Cavalleria, Basaia, Roma 1985 – N.d.C.)
(3) L. Pauwels e J. Bergier, Le Matin des Magiciens, NRF, Parigi 1960, p. 60 (tr. it.: Il Mattino dei Maghi, Mondadori, Milano 1963 – N.d.C.)
(4) Le Roman de la Rose venne completato nel1260 da Jean de Meung in uno spirito diverso.
(5) L’ abbé Grégoire scrive nella Histoire des Sectes (Parigi 1828 vol. Il, p. 49): «Viviamo in un paese in cui l’incredulità anticristiana ha come parallelo l’inconcepibile credulità, da parte anche di letterati, nelle fantasticherie di Swedenborg,  Jacob Boehme e in altre chimere».
(6) Bemard Fay, La Franc-Maçonnerie, p. 263 (tr. it.: La massoneria e la rivoluzione intellettuale del secolo XVIII, Einaudi, Torino 1939 – N.d.C.)
(7) Matteo XIII, 13; Marco IV, 11-12; Luca VIII, 10.

(8) Tr. it.: Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Adelphi, Milano 1982 (N.d.C.)
(9) Tr. it.: La crisi del mondo moderno, Edizioni Mediterranee, Roma 1972, pag. 50 (N.d.C.)

 

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