Prologo e Epilogo

Hai letto una miriade di libri che trattavano di esoterismo, teosofia, religione, magia, filosofia, psicologia, archeologia, fisica, chimica, biologia. Se prima avevi alcune certezze, ora non hai neanche quelle.
La differenza tra il
saggio e lo stolto? Nessuna! Entrambi sono ignoranti. Però, il saggio è cosciente di non sapere, lo stolto non è cosciente di non sapere.
Se sai niente e non chiedi nulla va bene; se hai la retta conoscenza e chiedi la perfezione va bene; ma se sai così-così e ti accontenti dell’apparenza non va bene, è un dramma. L’ignoranza, nel senso di una errata, parziale conoscenza, porta con sé l’illusione del reale, da cui l’attaccamento ad una falsa visione della vita, che avrà come conseguenza la sofferenza.
Hai una religione ed una conoscenza invertita,  se ti trovi capovolto in rapporto alla Verità.
Per arrivare alla Verità non devi conoscere tutto, devi conoscere poco, ma per capire quel poco devi conoscere molto.
Non chiedere «cosa è?», perché la risposta sarà il
Silenzio.
Hai scoperto molteplici aspetti del tuo Io. Tu non sei Tu.
Il tuo nome è
Legione.
Tu sei un addormentato e sei prigioniero del tuo sogno. Nel sogno ti illudi di essere sveglio, di essere un Io.
Molteplici sono gli Io, uno solo il loro nome:
Ego.
Sei prigioniero della forma, della sensazione, della percezione, della distinzione, della conoscenza dogmatica.
La verità che si può nominare non è la
Verità.
La Verità esiste anche se è ben lungi dall’appartenerti, perché essa appartiene solo a colui che ha la “perfetta consapevolezza della realtà”.
Ciò che viene pronunciato non è
Ciò che rappresenta.
Non credere minimamente di avere una visione completa, e forse neanche parziale, di tutto quello di cui parli, perché solamente quando non sentirai più l’esigenza di parlarne allora avrai compreso il suo vero significato.
Il nome che viene espresso a parole non è il
Nome.
Colui che scrive, salvo rare eccezioni, lo fa non perché sa, ma perché non sa, e spera di imparare qualcosa scrivendo. E’ un modo come un altro per meditare. Colui che sa non ha alcun interesse per la scrittura.
Tutto è stato già detto o fatto.

Tutto ciò che doveva essere detto è stato detto, non si può fare altro che ripetere, ripetere, ripetere. Ciò che si può fare è una sintesi, pura promemoria, di ciò che dovrai sviluppare approfonditamente, ma è propedeutico alla comprensione di ciò che verrà in seguito.
Se qualcuno pensa di dire o fare cosa
nuova, stanne certo: quella cosa è inutile!
Non hai bisogno di dire o fare cose nuove, ma dire o fare cose vecchie in modo nuovo.
Non versare secchi di
nulla in un mare di vuoto.
In quanto addormentato, tu hai un solo obbligo: svegliarti! In quanto prigioniero hai un solo obbligo: evadere! Tutto il resto ha un’importanza relativa. Non porti domande inutili. Sono solo una perdita di tempo, ed il tuo tempo è limitato. Le uniche domande utili sono quelle che portano al risveglio ed alla libertà.
Non cercare
mezzogiorno alle tre.
Perché svegliarsi? Perché desiderare la libertà? Ovvero cosa si prova ad essere liberi, ad essere risvegliati? Queste sono domande la cui risposta può essere data solo dal Risvegliato, che è perfettamente libero, ammesso che abbia voglia di darla. Uno di Essi ha detto, così almeno dicono le scritture, che serve ad eliminare la sofferenza. Se la motivazione ti aggrada, bene, altrimenti trovane un’altra. È irrilevante! Quello che conta è che se ogni atomo del tuo Essere ha deciso di eliminare l‘illusione allora non devi fare altro che occuparti dei mezzi per il risveglio e non del perché.
Se un uomo ha fame deve procurarsi da mangiare, se ha sete deve trovare dell’acqua da bere, se sta annegando deve aggrapparsi a qualcosa che sostenga il suo corpo e gli impedisca di annegare.

Dopo ci sarà il tempo per approfondire, per disquisire sul perché ha fame, sul perché ha sete, o sul perché stia annegando.
La
vera conoscenza affinché abbia una corretta comprensione necessita della retta consapevolezza.
Tu possiedi una falsa, una parziale, una distorta conoscenza. Con il tempo anche la conoscenza sarà consumata. A cosa potrai mai aggrapparti per non annegare?
Non incrociare la tua via con i
fumatori di oppio, hanno sempre con sé una pipa a cui aggrapparsi.
Nessuno sforzo sarà mai abbastanza grande per raggiungere l’obiettivo.
Tutto è il mio
Amato. Uno ed uno solo Esso è.
Io sono la
Vita del mio Amato.
Non domandarti se hai sufficiente forza, sufficiente coraggio. Domande oziose. Quello che conta non è se otterrai il premio.
Non esiste la vittoria, non esiste la sconfitta, esiste solo l’azione tra questi due estremi.

Di quali strumenti devi dotarti per agire? Un addormentato, inizialmente, dispone di due soli strumenti: la conoscenza e se stesso.  Tutto lo sforzo deve quindi convergere verso la conoscenza e lo studio di te stesso. Lo sforzo porta con sé la sofferenza. Il giusto equilibrio tra sforzo e sofferenza avrà come conseguenza la visione della Verità, arriverà la Luce e le Tenebre non potranno contenerla. Non è un gioco, non è un piacere. Il gioco verrà dopo, il piacere verrà dopo.
Tutto accade in conformità con la
Legge.
Per quanto tu possa sforzarti e soffrire, potresti non riuscire a vedere. Ma questo non è importante, solo l’azione è importante. Anche quando sarai stremato, senza più energia, con il corpo a brandelli, in fin di vita, di fronte alla Signora non dovrai arrenderti. Ella ti dirà che hai agito con coraggio, con onore, che sei stato un grande guerriero, hai fatto tutto ciò che un uomo può fare. Adesso meriti di riposare, ti attende il Paradiso, in cui non vi è sofferenza, la bellezza regna sovrana. Non lasciarti ingannare dalla sua voce melodiosa, non farti incantare dal suono del suo piffero, non deporre la armi. Ella mente. Vuole compiere il suo lavoro senza sforzo. Vuole sconfiggerti con le armi della lusinga, della vanità. Dille che le sue parole sono vuote, prive di significato e che non hai alcuna voglia di riposarti. Chiarisci che sei pronto ancora una volta all’azione e che non sei interessato né alla vittoria né alla sconfitta. A nulla serve la sua danza, i suoi colori, la sua musica. Cosa è mai il suo profumo, il suo contatto in confronto a quello della tua Amata?
Tutto è la mia
Amata. Una ed una sola Essa è.
Io sono la
Luce della mia Amata.
Con voce salda, cantale i versi del guerriero “vero”:

Io sono la solida terra, che permette la vita, ma non la trattiene;
Io sono l’ondeggiante acqua, che fornisce l’essenza, ma non la contiene;
Io sono l’eterno fuoco, che infiamma l’anima, ma non l’accende;
Io sono il sereno vento, che spira da est e da ovest, dall’alto e dal basso, ma non ha direzione;
Io sono l’invisibile vuoto, che tutto attraversa, ma non è mai attraversato.

Io non sono la solida terra, che permette la vita;
Io non sono l’ondeggiante acqua, che fornisce l’essenza;
Io non sono l’eterno fuoco, che infiamma l’anima;
Io non sono il sereno vento, che spira da est e da ovest, dall’alto e dal basso;
Io non sono l’invisibile vuoto, che tutto attraversa.

Io sono e non sono la solida terra, l’ondeggiante acqua, l’eterno fuoco, il sereno vento e l’invisibile vuoto.

Io non sono né la terra, né l’acqua, né il fuoco, né il vento, né il vuoto.

Io non sono ciò!

Chi sa, forse, osservando la tua ferrea volontà, la tua indomabile determinazione, potrebbe decidere di darti qualche altro attimo. L’attimo in più che può servirti per completare la Via. Non farci troppo affidamento, però, non è nella natura della Morte la compassione.
Per fare il giro della terra è sufficiente mettere, incessantemente, un piede davanti all’altro.

Inizia!

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About Thorosan

Io non conosco l’inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco. Io non conosco il sanscrito, il pali, il greco e il latino. Io non conosco l’arabo, l’ebraico e l’aramaico. Io non conosco il cinese antico o moderno, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Io non sono uno storico delle lingue e tanto meno un filologo. Io conosco una sola lingua: la mia! Spesso incespico nelle parole. Non sono bravo a scrivere e a parlare. Tutto ciò che dico o scrivo mi costa fatica. Io non conosco il buddismo, il taoismo, il cristianesimo, il sufismo, l’islamismo. Io non sono uno storico di religione. Io non sono un accademico. Io non sono un fisico, un chimico, un ingegnere, un architetto, un medico, un matematico, uno psicologo, un sociologo o un filosofo. Io non sono questo! Io sono un semplice uomo, che vaga nella notte con la sua lanterna. Io non vedo lontano. Riesco solo a vedere i miei passi, grazie alla fievole luce emanata dalla fiamma della lanterna. Cerco di non cadere. Faccio molta attenzione a dove metto i piedi. Lungo la strada, tenendo gli occhi sempre aperti, se trovo qualche pietra particolare la raccolgo. Le pietre, per fortuna, appartengono a chi le trova. Io sono un raccoglitore di pietre!

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