Il faro e la candela

Tanto tempo fa, viveva, su un mondo chiamato Comprensione, un Faro e una Candela. Il Faro con la sua enorme luce illuminava tutto e tutti; era un vero esempio con la sua forte presenza, mentre la Candela con la sua piccola luce, riusciva a stento ad essere incisiva. Sebbene mettesse tutta se stessa, non riusciva a competere con il Faro, e i suoi sforzi andavano persi.
Un giorno passò una Torcia che fu molto colpita dalla delicatezza della Candela. Per loro fu un incontro davvero prezioso, tanto da decidere di mettere insieme le loro forze. Con l`insegnamento della Torcia, la piccola Candela iniziò un percorso di consapevolezza su di sè. Nonostante questa grande complicità, con il tempo la piccola Candela con la sua piccola luce venne alle prese con tante difficoltà e incomprensioni. La Torcia decise di prendere distanza da Lei. La piccola Candela le chiese il perchè, e la Torcia le disse: «vedi, tu non sei come il Faro, lui sì che mi comprende, lui illumina tutto e tutti con la sua consapevolezza, mentre tu con la tua piccola luce fai fatica persino ad illuminare te stessa. Mi dici che ce la fai, ma non é cosi, ed é per questo che mi allontan; la tua forza non mi dà niente, se tu non te ne impossessi e non te ne fai padrona. Il Faro sì che é sapiente, coerente, giusto, e mi illumina con la sua luce costante e piena».
La piccola Candela pianse amareggiata, e con la sua piccola luce si allontanò. Con lo studio e la costanza la Candela, giorno dopo giorno, si avvicinò sempre più a una maggiore sapienza, ma nonostante ciò si sentiva tanto triste e sola e il suo dolore fu sentito da una Stella, nel cielo di una notte, che vedendola così triste se ne intenerì e comprendendola, le parlò: «non ti preoccupare cara candela, verrà un giorno che la tua amata Torcia confermerà la tua importanza e forse ritornerete insieme, o forse no, ma impara ora a illuminare il tuo cammino, ad amarti, a conoscere te stessa, e vedrai che poi un giorno tutto ti sarà più chiaro, e ricorda bene queste parole, le cose vere sono destinate a non perdersi mai».
Rincuorata la piccola candela si impegnò, tanto da aumentare la sua luce, ora era diventata tanto intensa, piena d`amore, di comprensione e consapevolezza.
Un bel di’ sul mondo della Comprensione giunse una grande tempesta, che portò forti venti , e il Faro e la Torcia vacillarono, ma si strinsero in un enorme fascio di luce. Il Faro disse alla Torcia: «abbiamo bisogno di più luce per fronteggiare questa burrasca e la Torcia prontamente, si ricordò della piccola Candela, e la chiamò.
La candela non si fece attendere, e al richiamo della sua amata arrivò. Il Faro vedendola accorrere in sostegno, disse alla piccola Candela: «fino ad ora ti ho, in apparenza ignorata, in realtà ti stavo aspettando, e ora sei qui! Conosco bene la tua importanza anche se hai, come credi tu, una piccola luce, sei tanto importante, e non meno di nessun altro. È ora che tu faccia un passaggio ulteriore, cioè che tu riconosca che tutti e tre portiamo la luce e che questa e’ la “grande verità”! Non esiste luce piccola, fioca, intensa o meno intensa, artificiale o naturale, è importante che la luce ci sia, e tu sei luce, proprio come noi! Mancava, mia cara Candela, che fossi tu a comprendere l’ importanza di cio’ che sei, e che fossi tu a dirtelo per prima, senza aspettare da nessuno delle conferme. Solo una reale conoscenza di te, poteva darti un ruolo che tanto invocavi, e da questo ruolo essere quel magnete che tanto desideravi».
Fu cosi che la tempesta cessò, e anche la Torcia, che era stata chiamata dal Faro a ricordarsi della candela, trasse un grande insegnamento:  «se cresce uno, cresce l’ insieme».

Uno non sostituisce l’altro: quando una fiamma viene aggiunta ad un’altra fiamma, esse si riuniscono nel “fiammeggiante”.
Aggiungi una torcia ad una candela, e poi dici: «Guarda! Ho annichilito la fiamma della candela». [Ishan Kaiser, Discorso sui Saggi]

Massimo Cavezzali (La striscia della sera 16)

Fonte: Maurizio Monti con la collaborazione di Sabina Sartirana.

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