Cosa è la tradizione?

Bella domanda, merita una buona risposta: completa ed articolata!

Se io fossi saggio, cosa poco probabile, mi toglierei dagli impicci in maniera veloce ed elegante citando qualche testo di qualche autore più o meno famoso, la cui reputazione è riconosciuta a livello, non dico internazionale ( René Guénon, tra i vari testi quello che potrebbe fare al nostro caso è probabilmente “Forme Tradizionali e Cicli Cosmici” nella parte introduttiva al testo, oppure, sempre dello stesso autore, “Introduzione allo studio delle dottrine indù” sempre nella parte introduttiva ) ma almeno italiano (Julius Evola, tra i vari testi quello che potrebbe fare al nostro caso è “L’Arco e la Clava”, nel capitolo che guarda caso si chiama proprio “Cosa è la «Tradizione»”).

Hai mai provato a leggere un testo qualsiasi di qualche scrittore famoso, o meno famoso, inerente l’argomento “Tradizione”? Se non lo hai mai fatto, inizia. Se non sei avvezzo ad un certo tipo di linguaggio ti assicuro che dopo le prime dieci pagine ti viene voglia di buttare il libro per terra, danzarci sopra e ripetere ad alta voce il mantra: “tu non mi servi” 😀 Dev’essere questo uno dei motivi che mi ha spinto a progettare ARCHETIPI E SIMBOLI sopperire alle manchevolezze degli autori “famosi” (scherzo, scherzo, ma non troppo, un po’ di pubblicità, qualche volta, non fa male 🙂 ).

Come ti dicevo, io non sono saggio, per cui proverò a dirti, a parole mie, cosa intendo per “Tradizione”. Ho detto proverò? Devo essere rincretinito di colpo! Ma che sto dicendo: ho  sempre sostenuto l’impossibilità per due uomini “comuni” di comprendersi, se prima non intendono in modo simile, ed ora provo a definire una delle parole più sfuggenti che siano mai esistite.

Come ti dicevo, io non sono saggio, per cui farò per te quello che fece l’uomo “comune” quando disse al pesce: «lascia che ti aiuti a venir fuori dall’acqua; così dicendo, mise il pesce sull’albero».
La Tradizione è … la conosci la barzelletta di Aldo, Giovanni e Giacomo, quella in cui si parla di Psicologia? Come dici? Non la conosci: bene, te la racconto subito!

Aldo incontra Giovanni, dopo molto tempo che non lo vedeva. Dopo i soliti convenevoli, osserva l’amico e vede che ha dei libri con sé. Incuriosito, chiede spiegazione.
«Sai, ultimamente, ho cambiato ufficio, avendo un po’ di tempo libero a disposizione, ho deciso di interessarmi di psicologia», dice Giovanni.
«Psicologia?», chiede Aldo, «e, che cosa è la psicologia?».
«La psicologia … la psicologia è … la psicologia è quella scienza … come posso dirti, non è facile spiegare la psicologia con una frase, però posso farti un esempio», afferma Giovanni.
«Sentiamo» dice Aldo.
«Allora, a casa hai un acquario?» chiede Giovanni.
«Sì, ho un acquario» risponde Aldo.
«Bene!», continua Giovanni, «se hai un acquario, significa che ti piacciono i pesci, giusto?»
«Giusto!» ribatte Aldo.
«Se ti piacciono i pesci è probabile che tu abbia un sentimento nei confronti degli animali».
«Vero! Io amo gli animali.», dichiara Aldo.
«Se ami gli animali significa che hai dei sentimenti, e questi sentimenti puoi anche averli nei confronti di una donna».
«Effettivamente, io ho una fidanzata!» afferma Aldo.
«Questa è la psicologia!», dichiara Giovanni, «vedi, da una cosa apparentemente insignificante come un acquario, io sono riuscito a conoscere la tua personalità, e a scoprire che hai una fidanzata».
«Bella la psicologia!», esclama Aldo, «mi piace! Che, per caso, puoi prestarmi un libro per iniziare?».
«Certo!», dice Giovanni, «prendi questo libro: “Introduzione alla psicologia”; io l’ho già letto!».
Tutto felice, Aldo si avvia verso casa con il suo libro sottobraccio. Lungo la strada incontra Giacomo. Dopo i soliti convenevoli, Giacomo si accorge del libro e chiede delucidazioni.
«E’ un libro di psicologia!», dice Aldo.
«Psicologia?», chiede Giacomo, «e, che cosa è la psicologia?».
«La psicologia … la psicologia è … la psicologia è quella scienza … come posso dirti, non è facile spiegare la psicologia con una frase, però posso farti un esempio», afferma Aldo.
«Sentiamo» dice Giacomo.
«A casa hai un acquario?» chiede Aldo.
«Mah …veramente no» risponde Giacomo «e allora?».
«Allora sei un “ricchione”!» conclude Aldo.

Come ti dicevo, io non sono saggio … come dici? Sto menando il can per l’aia e non ho ancora risposto alla domanda. La verità è, amico mio, che nessun uomo sulla faccia della terra può dire «cosa è la “Tradizione”». Fai attenzione che ho detto che «nessun uomo può dire “cosa è la Tradizione”», non ho detto che «nessun uomo non possa rispondere alla domanda “cosa è la Tradizione?”», perché io ritengo di aver risposto in maniera completa ed articolata.

Non sei contento della risposta? Ok, allora, per te, mi rivolterò nel fango, nuoterò nella melma, sguazzerò nel pantano: «la Tradizione è quell’insieme di “insegnamenti”, meglio è l’ “Insegnamento” che, indipendentemente dal Tempo e dallo Spazio, fornisce la “Chiave” per una possibile “Lettura” della “Conoscenza”, della “Verità”, della “Realtà”».
Ora non ci resta che chiarire cosa dobbiamo intendere per “Insegnamento”, per “Tempo”, per “Spazio”, per “Conoscenza”, per “Verità”, per “Realtà”, per “Chiave”, per “Lettura” ed il gioco è fatto 🙂

VEDI? VEDI? VEDI?

I nomi che vengono dati alle cose terrestri racchiudono un grande inganno, perché distolgono i cuori da concetti che sono autentici verso concetti che non sono autentici. Chi sente la parola “Dio” non intende ciò che è autentico, ma intende ciò che non è autentico. Così pure per “Padre”, “Figlio”, “Spirito Santo”, “Vita”, “Luce”, “Resurrezione”, “Chiesa” e tutti gli altri nomi non s’intende ciò che è autentico, ma s’intende ciò che non è autentico. [A meno che] si sia venuti a conoscenza di ciò che è autentico, [questi nomi] sono nel mondo per ingannare. [Filippo 11]

Amico mio (scusa la confidenza, ma essendo tutti sulla stessa barca, non posso che sentirti mio amico di avventura o disavventura), per il momento, non è importante la parola “Tradizione”, non al “livello” attuale in cui siamo.

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About Thorosan

Io non conosco l’inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco. Io non conosco il sanscrito, il pali, il greco e il latino. Io non conosco l’arabo, l’ebraico e l’aramaico. Io non conosco il cinese antico o moderno, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Io non sono uno storico delle lingue e tanto meno un filologo. Io conosco una sola lingua: la mia! Spesso incespico nelle parole. Non sono bravo a scrivere e a parlare. Tutto ciò che dico o scrivo mi costa fatica. Io non conosco il buddismo, il taoismo, il cristianesimo, il sufismo, l’islamismo. Io non sono uno storico di religione. Io non sono un accademico. Io non sono un fisico, un chimico, un ingegnere, un architetto, un medico, un matematico, uno psicologo, un sociologo o un filosofo. Io non sono questo! Io sono un semplice uomo, che vaga nella notte con la sua lanterna. Io non vedo lontano. Riesco solo a vedere i miei passi, grazie alla fievole luce emanata dalla fiamma della lanterna. Cerco di non cadere. Faccio molta attenzione a dove metto i piedi. Lungo la strada, tenendo gli occhi sempre aperti, se trovo qualche pietra particolare la raccolgo. Le pietre, per fortuna, appartengono a chi le trova. Io sono un raccoglitore di pietre!

5 thoughts on “Cosa è la tradizione?

  1. La Tradizione è l’aspetto metabolico ad ognuno riservato nel Quale è necessario avere totalmente Fede, immedesimarsi, condividere e vovere, se si desidera poter vivere in Amorevole e Rispettosa Cooperazione con la Vita Universale/Dio/PVU/Tao che mantiene in perenne mutamento l’Universo cosmico tutto.
    Ma la Tradizione da “osservare religiosamente” è, in parte comune a tutti i componenti dell’Universo cosmico tutto, mentre in parte è cartterizzata dall’essere un Codice (codece a barre / Dna) che è unico e personale per i miliardi di miliardi di particelle cosmiche che compongono i vari componenti policellulari che esistono (penso) in qualsiasi luogo e non solo sul Pianeta.
    E “l’essere in Grazia, in Alleanza, essere un Dio in Dio … significa che si è consapevoli della propria “Tradizione (Io Sono): collettiva (PVI) ed individuale (Dna)!!! Co & livio.

  2. La TRADIZIONE (sintesi):
    La Tradizione è la Conoscenza originaria, proveniente dall’Alto, e tramandata in tutti i tempi da Maestro ad allievo. Trasmessa per millenni da bocca a orecchio, questa Conoscenza è stata poi espressa anche attraverso lo scritto, che è divenuto esso stesso strumento di trasmissione. I testi sacri di tutte le religioni ne sono, infatti, un esempio. Comunemente la Tradizione è comunque Iniziatica, ovvero è trasmessa attraverso l’iniziazione, che viene concessa a persone che possono ricevere l’insegnamento tradizionale espresso dalle differenti vie di realizzazione. La Tradizione non va confusa con le tradizioni, che sono quel coacervo di usi e costumi che rimandano pur sempre alla Tradizione Originaria, di cui conservano un ricordo.
    (preciso che non è un mio scritto, ma mi è piaciuto perchè credo che sintetizzi bene il concetto)

  3. la tradizione è ciò che resta, la tradizione è ciò che si tramanda,la tradizione è l’esperienza di ciò che è condiviso,la tradizione è ciò che toglie e non aggiunge ma prosegue,prolunga,progetta,permea,prevale………………….mamma quante p.

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