Cosa è la Conoscenza?

Per spiegare cosa sia la conoscenza devo parlarti di due sorelle gemelle: Gnosi e Sofia. Sofia è quella più “carina”, veste meglio, parla in modo corretto, è brillante, sa vivere in società, tutti le vanno dietro; Gnosi invece è meno “carina”, non si esprime sempre al meglio, non si trova a suo agio con gli altri, è un po’ chiusa e, a volte, volendo essere sinceri, anche un po’ pesante, non ha molti spasimanti, però tra le due è quella più riflessiva, più saggia. Tanto tempo fa, erano felici, vivevano sempre insieme, non avevano problemi. Tutto era diviso fra loro con equanimità. Finché un giorno, non si sa perché, litigarono. Sofia  incominciò a prendere le distanze dalla sorella:
«Io sono più bella, io sono più intelligente, io sono più affascinante, perché devo dividere con te ciò che è mio?» disse Sofia a Gnosi.
Gnosi cercò di spiegare a Sofia che questo era il volere del Padre. Ma Sofia, oramai convinta di aver ragione, prese le valigie e andò alla conquista del mondo. Gnosi sapeva che Sofia commetteva un errore, ma decise che, se questa era la volontà della sorella, lei non aveva il diritto di interferire. Da allora Gnosi e Sofia vivono separate, non si sono più incontrare. Sofia vive su di una faccia e Gnosi sull’altra, non hanno più coscienza che la medaglia è la stessa.

<Cosa è la coscienza?>

Coscienza è la terza sorella.

<Come sarebbe a dire che Coscienza è la terza sorella? Avevi detto che erano due le sorelle!>

Si, quelle gemelle, ma le sorelle sono state sempre tre. Coscienza ama profondamente le sue due sorelle, non farebbe e non direbbe mai qualcosa che possa ferire la loro sensibilità. Da quando Sofia e Gnosi si sono separate, cerca disperatamente di riunirle, senza grandi risultati per la verità. Ma lei non demorde, è un tipo tenace. Sa che è loro “destino” vivere insieme.

Di ritorno da un lungo viaggio in paesi lontani, un ricco signore portò con sé una grande gabbia di legno con dentro uno strano animale: un elefante. La gabbia possedeva dei fori, attraverso i quali l’animale respirava. Disse ai suoi amici che avrebbe aperto la gabbia l’indomani, e avrebbe mostrato loro l’animale. Assicurò loro che la sorpresa sarebbe stata grande e che un animale così non lo avevano mai visto. Gli amici, incuriositi al massimo, non vollero aspettare l’indomani e, di nascosto, andarono a far visita al loro amico, per scoprire in anticipo di quale strana bestia stesse parlando. Non potendo vedere all’interno della gabbia per il buio, ognuno pensò bene di utilizzare i singoli fori presenti nella gabbia, in modo tale da toccare l’animale. Dopo aver toccato l’animale, ognuno si fece un’idea precisa. Quindi, andarono via.
L’indomani, il ricco signore, davanti ai suoi amici, disse: «Siete pronti per vedere?»
Tutti in coro risposero: «Non c’è bisogno che ci fai vedere, sappiamo già cosa contiene. Ieri notte, a tua insaputa, abbiamo toccato l’animale con le nostre mani».
«E, di che animale si tratta?» domandò il ricco signore.
Il primo che aveva toccato la coda, disse: « E’ una specie di serpente».
Il secondo che aveva toccato la pancia, disse: « E’ una specie di bue».
Il terzo, che aveva toccato le orecchie, disse: «E’ una specie di uccello».
Il quarto, che aveva toccato la proboscide, disse: «È una specie di grosso verme».
Il ricco signore scoppiò in una fragorosa risata ed esclamò:
«Ecco cosa è la conoscenza senza luce: un “elefante al buio”!»

Che la “Fiamma  della Verità” possa sempre ardere e non spegnersi mai!
Che la “Luce” rischiari le “Tenebre” e allontani i suoi “Oscuri Figli”!
E così sia!

Fonte: capitolo “Conoscenza” in Infinito, Zero, Punto, Uno (Parte Prima di BAGLIORI DI VERITÀ) di Kuphasael Thorosan

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Io non conosco l’inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco. Io non conosco il sanscrito, il pali, il greco e il latino. Io non conosco l’arabo, l’ebraico e l’aramaico. Io non conosco il cinese antico o moderno, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Io non sono uno storico delle lingue e tanto meno un filologo. Io conosco una sola lingua: la mia! Spesso incespico nelle parole. Non sono bravo a scrivere e a parlare. Tutto ciò che dico o scrivo mi costa fatica. Io non conosco il buddismo, il taoismo, il cristianesimo, il sufismo, l’islamismo. Io non sono uno storico di religione. Io non sono un accademico. Io non sono un fisico, un chimico, un ingegnere, un architetto, un medico, un matematico, uno psicologo, un sociologo o un filosofo. Io non sono questo! Io sono un semplice uomo, che vaga nella notte con la sua lanterna. Io non vedo lontano. Riesco solo a vedere i miei passi, grazie alla fievole luce emanata dalla fiamma della lanterna. Cerco di non cadere. Faccio molta attenzione a dove metto i piedi. Lungo la strada, tenendo gli occhi sempre aperti, se trovo qualche pietra particolare la raccolgo. Le pietre, per fortuna, appartengono a chi le trova. Io sono un raccoglitore di pietre!

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